La Quiete verso la chiusura: i lavoratori, ma anche i varesini, invocano la salvezza. E la Lega Nord promette battaglia. I dipendenti oggi saranno dal giudice fallimentare Miro Santangelo, che non ha più prorogato lo sfratto rendendolo esecutivo (la clinica ad oggi dovrà essere svuotata entro il 9 gennaio prossimo) per chiedere di illustrare «le motivazioni che lo hanno portato a questa decisione in questo momento, quando le speranze di ripartire senza più problemi
erano più concrete che mai». Domani i lavoratori incontreranno il prefetto di Varese Giorgio Zanzi: «l’iter avviato esula dalle mie competenze – dice Zanzi – tuttavia non bruciamo tutti i ponti. La vicenda Quiete non è finita, la clinica non è ancora chiusa. E considero doveroso ascoltare i lavoratori, ascoltare le loro proposte per mantenere un’eccellenza varesina in un ambito così delicato come quello della sanità. Ciò che potremo fare lo faremo».
E dopo il sindaco Davide Galimberti, che ha dichiarato come “La Quiete” sia «un bene primario salvarla deve essere una priorità», anche la Lega Nord, con il consigliere Marco Pinti interviene e parla di «suicidio giudiziario».
Lo sfratto alla Quiete produce l’immediata reazione del gruppo consiliare della Lega Nord di Varese che con il consigliere Pinti chiede al Presidente Malerba un’urgente audizione dei lavoratori della struttura in apertura del prossimo Consiglio Comunale.
«Sfrattare la Quiete da Varese è un suicidio giudiziario – dichiara Pinti – davanti al quale tutte le forze politiche non possono stare a guardare.
Per questo – prosegue – occorre una vera e propria mobilitazione generale per salvare dalla chiusura una clinica che per la sua posizione e per le professionalità che vi lavorano rappresenta un importante patrimonio di tutta la città».
«Come Lega stiamo seguendo con preoccupazione l’evolversi di questa crisi già dalla scorsa primavera e ora che lo sfratto è piovuto sull’azienda come un fulmine a ciel sereno, dal momento che i momenti peggiori sembravano superati, continueremo a stare a fianco dei lavoratori in tutti i momenti di mobilitazione che organizzeranno, sia per sensibilizzare la popolazione, sia qualora si intendesse procedere a forme di lotta finora inedite».
Pinti ha presentato la richiesta di audizione dei lavoratori in Consiglio Comunale nella giornata di oggi auspicando – spiega – «che la Presidenza abbia la sensibilità di inserirla già nell’ordine del giorno della seduta del 21 Dicembre.
In caso contrario – precisa il consigliere del Carroccio – ci autoconvocheremo in seduta straordinaria secondo i termini del regolamento».
«È una battaglia che non riguarda solo la salvaguardia dell’offerta sanitaria – assistenziale della città di Varese, ma soprattutto la tutela dei pazienti e dei lavoratori della struttura che da tempo dimostrano abnegazione e senso di responsabilità conciliando tutte le forme di mobilitazione con la sensibilità di non interrompere mai il servizio ai pazienti.
Questo nonostante per mesi ci siano addirittura state sospensioni del pagamento degli stipendi».













