Scoppia un litigio in casa. E salta fuori un arsenale

I carabinieri hanno trovato 29 armi di proprietà di un ospite della coppia residente a Varese

Marito e moglie litigano, lei chiama i carabinieri e i militari trovano un arsenale in casa: arrestato l’amico di famiglia. In manette è finito un quarantasettenne di Trento ospite da un anno della coppia. È accaduto l’altro ieri: in casa i militari hanno trovato un borsone contenente armi da guerra, alcune d’epoca altre no, compreso un fucile mitragliatrice. Tutto ha avuto inizio con un litigio.

La coppia quella sera è scoppiata. Sono volati insulti, parolacce, spintoni. La situazione stava per degenerare. La moglie ha avuto paura. Ha avuto davvero paura. Tanto che, forse per dare una lezione al marito che stava per diventare manesco, ha preso il telefono e ha chiamato il 112 chiedendo aiuto. La donna si sentiva minacciata, temeva che il marito potesse farle male o peggio.

Sul posto è intervenuta una pattuglia dei carabinieri del nucleo operativo radiomobile della compagnia di Varese. I militari sono arrivati e hanno calmato marito e moglie. I carabinieri sono abituati a valutare situazioni di questo genere e hanno capito che il peggio era passato, anche perchè la donna, una volta calmatasi ha dichiarato di non voler denunciare il marito. Tutto a posto? Non proprio. In casa infatti c’era una terza persona. Un amico di famiglia che viveva cin la coppia da un anno circa. E paradossalmente il più nervoso era lui. Lui che con il litigio non aveva nulla a che fare. L’uomo era in evidente difficoltà. Era agitato, teneva d’occhio i militari ed era evidente che avesse qualcosa da nascondere. E i carabinieri hanno seguito il loro istinto e hanno voluto vederci chiaro. Controllando

L’abitazione e in particolare la stanza dove alloggiava il quarantasettenne. Prima della perquisizione i militari hanno controllato l’uomo scoprendo che aveva precedenti per detenzione illegale di armi. A quel punto i carabinieri sapevano cosa cercare. E l’arsenale che si aspettavano di trovare è saltato fuori da un armadio: le armi erano chiuse in un borsone.

All’interno c’era di tutto: complessivamente 29 pezzi tra cui pistole, carabine, un fucile mitragliatore e un pugnale lungo 30 centimetri. Alcune armi erano d’epoca, risale ti alla Seconda Guerra Mondiale, altre invece non erano così datate. Tutte erano perfettamente funzionanti e in grado di sparare rivelandosi letali. Il quarantasettenne tra l’altro non è un collezionista.

Marito e moglie erano basiti: di avere quella potenza di fuoco in casa non sapevano assolutamente. L’uomo è stato arrestato d’intesa con l’autorità giudiziaria con l’accusa di detenzione illegali di armi, alcune delle quali da guerra. L’arresto è stato convalidato ieri mattina in sede di udienza direttissima. Le armi sono state sequestrate.
Il quarantasettenne al momento dell’arresto non ha battuto ciglio, non ha detto una parola.
Non ha cercato in alcun modo di giustificarsi, non ha addotto scuse, non si è giocato la carta della collezione, dell’appassionato di armi antiche anche perchè le armi non risultavano essere registrate come da collezione. Ora i militari stanno indagando per capire cosa il quarantasettenne dovesse fare con quell’arsenale.

Tutte le armi sparano e sono funzionati. Potenzialmente rappresentano una minaccia: con quella potenza di fuoco l’uomo avrebbe potuto mettere a segno un crimine in qualunque momento. Ed è questo che i carabinieri vogliono scoprire.n