Chelazzi confessa tre roghi in città E su un quarto c’è il “non ricordo”

Chelazzi confessa tre roghi in città
E su un quarto c’è il “non ricordo”

Stefano Chelazzi davanti al pubblico ministero Sara Arduini: confessa di aver appiccato i tre episodi di piromania contestati. Non esclude di aver causato anche un quarto rogo, ma su quel fatto specifico ha detto di non ricordare.

Nella confessione, quindi, si accenna ad un fatto nuovo oltre a quelli contestati nell’ordinanza confezionata dal gip che portò all’arresto di Chelazzi lo scorso 7 ottobre.

Chelazzi, 40 anni di Varese, ex esponente della Lega Nord, è accusato dell’incendio in un box di via Maspero divampato lo scorso 4 agosto che distrusse un’auto, e a due tentati incendi registrati il 19 agosto in via Dandolo sempre in un garage e il 19 settembre in via Bixio nel magazzino di un’impresa edile.

Nella notte del 19 agosto, però, sempre in via Dandolo divampò un secondo rogo: ed è su quell’episodio che non c’è certezza e che l’indagato ha risposto con un non ricordo.

Chelazzi in sede di udienza di garanzia si era avvalso della facoltà di non rispondere perché non in grado in quel momento di rispondere alle domande del magistrato in quanto, come sottolineato dall’avvocato difensore all’epoca, la vicenda dell’arresto era stata molto traumatica.

Chelazzi ha invece risposto alle domande del pubblico ministero. In seguito all’interrogatorio è stato scarcerato: il gip ha accolto la richiesta di custodia cautelare agli arresti domiciliari.Il difensore di Chelazzi mantiene il massimo riserbo sull’intera vicenda. Gli atti di piromania ammessi dall’ex leghista restano in ogni caso senza un movente.

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