Una città unica. E di una bellezza affascinante. Si parla sempre di Varese e del suo rilancio, del degrado che imperversa sia in centro che nelle periferie, delle mille idee e proposte, spesso le stesse di dieci anni fa, riproposte puntualmente all’occasione, per migliorarla.
Siamo abituati alle critiche e quasi mai alle soluzioni. Eppure, basterebbe così poco. Una semplice questione di volontà, per rendere migliore e più vivibile la nostra città.
Varese ha delle potenzialità inimmaginabili. È una città viva, fatta di persone che sono portatrici di idee e proposte, pronte a mettersi in gioco. Ma che spesso si trovano ostacolate dalla freddezza della burocrazie.
Varese ha una grande anima, quella che senti percorrendo i vicoli di corso Matteotti, respirando la storia millenaria del cuore storico nel quale nacque il primo embrione della città.
Quella nella cui immensità ti perdi, guardando lo spettacolo del panorama dal Sacro Monte. E il lago tingersi di rosso al tramonto. Una città fatta di tanti borghi, rioni una volta indipendenti, e che hanno mantenuto le proprie peculiarità.
Questa è Varese, una città di dimensioni tutto sommato contenute, guardando alla geografia, ma grande, grandissima per l’animo e le potenzialità delle persone che la vivono e hanno costruito, o cercano di costruire, qualcosa. Un patrimonio umano che deve essere valorizzato. Condividere idee e progetti con i cittadini è quindi di vitale importanza.
Purtroppo, spesso la politica è fatta di proclami che poi non trovano un’attuazione concreta. E quella dell’ascolto dei cittadini è probabilmente negli ultimi vent’anni (o forse, in fondo, da sempre) l’esempio più lampante. Non che non ci siano sforzi da parte di singoli amministratori nel portare avanti questo proposito. Anzi, numerosi casi positivi a Varese possiamo annoverarli. Questa giunta, per molti versi, sembra essere partita con il piede giusto. Ma dovrà rispondere alle aspettative nei prossimi anni.













