Cattaneo molla Berlusconi E parte il valzer dei rimpasti

Cattaneo molla Berlusconi
E parte il valzer dei rimpasti

Anche al Pirellone Forza Italia e Nuovo Centrodestra, una “bega” in più per . Il presidente del consiglio regionale, che aderisce alla nuova creatura “alfaniana”, invoca «pari dignità in giunta. Il primo interessato a garantirla è lo stesso Governatore».

Sì, perché i nove consiglieri su diciannove che aderiranno al nuovo gruppo saranno rappresentati da un solo assessore, contro i cinque di osservanza berlusconiana.

Non è andato a Roma, Raffaele Cattaneo, che pure è membro di diritto del consiglio nazionale. «Per convinzione» spiega, annunciando l’adesione al Nuovo Centrodestra di Alfano. «Per due motivi – puntualizza – per il carattere non democratico con cui rinasce Forza Italia e perché i nostri elettori moderati non capirebbero la scelta di far mancare la fiducia al Governo».

«La prima è determinante, per chi proviene dal Movimento Popolare e ha una storia di esperienze dal basso. Nel Nuovo Centrodestra ci saranno elementi di democrazia, sarà un partito e non una corte, con candidati scelti dal basso e spazio ai militanti e ai territori». Quei valori di democrazia interna e legame con il consenso territoriale che rivendicano anche gli “amici” di Agorà con cui Cattaneo si confronterà domani sera al De Filippi: «Saranno più in difficoltà loro» la previsione del presidente dell’assemblea del Pirellone.

Le conseguenze di questa separazione, consensuale fino ad un certo punto se lo stesso Cattaneo ammette di «aspettarsi attacchi e atti rapaci da chi si riconosce nei falchi, anche se Berlusconi ha detto di non fare dichiarazioni contro chi ha scelto di percorrere un’altra strada», si ripercuoteranno «a cascata» dai palazzi romani a quelli della politica locale.

«Inevitabile», ad esempio, che in Regione Lombardia si costituiscano due gruppi, «perché il Pdl non esiste più»: ma per Cattaneo la separazione al Pirellone non dovrebbe rappresentare un problema, «visto che già oggi in maggioranza ci sono cinque gruppi, domani saranno sei, senza cambi di posizionamento

Stesso processo avverrà «anche nelle amministrazioni locali e nelle amministrative», ricorda Cattaneo. Perché è vero che i due partiti derivati dal Pdl rimarranno «nella stessa area, ma questa non è solo una scissione di gruppi parlamentari ma l’avvio di un percorso politico per un nuovo partito».

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