Bilancio in chiaro scuro nel Varesotto in attesa del suono della prima campanella. Per la riapertura della scuola a Varese sono pochi, rispetto al passato, gli istituti ancora senza un preside titolare, mentre si stimano oltre mille nuovi immissioni in ruolo di insegnanti.
Ma il vero “tallone d’Achille” potrebbe essere rappresentato – secondo il sindacato – dal personale Ata, dove tra personale ausiliario e segreterie il piatto piange.
A fare un quadro della situazione è il Dirigente dell’ufficio scolastico, . I dati a livello regionale dicono che una scuola su sei è senza preside e, su di un totale di 1.169 istituti, ne risultano in reggenza 192. Di questi dieci sono quelli targati Varese.
«Rispetto al passato – spiega Merletti – la percentuale delle scuole in cui dovremo far ricorso a un preside reggente è piuttosto bassa, se si pensa che in alcuni anni siamo arrivati a percentuali anche del 45% per cento».
«Dieci scuole su 103 mi pare invece un numero accettabile e si deve anche precisare che in alcuni casi si tratta di reggenze assegnate per malattia del titolare». Grande fermento invece è quello che ruota attorno alla entrata in vigore delle regole dettate dalla riforma della “Buona scuola” che porteranno novità sia in materia di organici che in fatto di programmazione dell’offerta formativa che dovrà essere fatta non più su base annuale, ma su base triennale.
«Si tratta di una maggiore garanzia – dice Merletti – anche per le famiglie che iscrivono i figli a scuola e di un orizzonte più ampio per programmare». Ma una grande novità è anche quella dei numeri: le cifre “importanti” delle immissioni sono dettati dalla somma data dal normale turnover (che si aggira sulle 450 unità) con le componenti che derivano dalle assegnazioni previste dal piano straordinario.
«Certamente – commenta Merletti – si tratta di numeri maggiori rispetto al passato. Nelle prossime settimane dovremo espletare le procedure per la seconda e terza fase che interesseranno la collocazione di chi ha chiesto come assegnazione la provincia di Varese e poi dell’organico potenziato, che dovrebbe portare a livello provinciale alla disponibilità di cinque o dieci docenti in più per istituto».
Per andare a regime, insomma, occorre ancora qualche tempo e sicuramente bisognerà attendere per avere un quadro più preciso della situazione.
Anche per il sindacato il fronte docenti non sembra sollevare troppe preoccupazioni nel Varesotto. «Sono sicuramente positivi i dati sulle immissioni in ruolo – dice del comparto scuola della Cgil – anche se resta il problema della copertura dei posti di sostegno poiché la Lombardia ha esaurito le liste da cui attingere».
Diverso è invece il capitolo Ata che raggruppa sia il personale ausiliario che gli addetti di segreteria.
«Qui la situazione potrebbe essere difficile – spiega il sindacalista – dal momento che le assunzioni sono bloccate per l’assorbimento del personale delle Provincie e inoltre la legge di stabilità pone grossi limiti che si ripercuotono anche sulle sostituzioni. Il tutto in un momento in cui le segreterie di parecchie scuole sono già in sofferenza».













