La maestra ci svela i segreti di Lissago

Rosangela Ossola, classe 1930, ha insegnato dall’età di 18 anni a generazioni di bimbi del suo rione. Ora ha scritto un libro speciale: «Mi ha ispirato questo paesaggio, che per me è il più bel libro di storia»

– Alla scoperta dei segreti di “Lissago e dintorni” con . Nata a Varese l’11 agosto 1930, Rosangela è diventata maestra a 18 anni e lo è stata per una vita intera.
Dopo aver formato con la sua cultura e il suo entusiasmo generazioni di lissaghesi e non, la sua vocazione all’insegnamento l’ha portata ad accettare l’invito dell’Assessorato ai Servizi Educativi del Comune di Varese di guidar le scolaresche nella lettura delle città e del territorio dal punto di vista geografico, storico e artistico, partendo dal vicino e raggiungendo il lontano fino a Strasburgo, sede del Parlamento Europeo.

Un impegno che è durato per 27 anni, dal 1983 al 2000, e che si è rivelato utile per la stesura di “Lissago e dintorni. Una storia per non dimenticare” che domenica ha presentato nel salone delle Scuderie del borgo di Mustonate.
«La presentazione è andata bene – racconta la maestra – Ha partecipato un’infinità di persone, più di 150 presenti entusiasti e contenti e in molti poi hanno acquistato il volume». Un libro scritto perché «ho 85 anni e sono in pensione. Passo tanto tempo in casa con mio marito, che è in carrozzina, ad adoralo. Nei momenti in cui non ha bisogno di me scrivo. Siccome ho insegnato per tanti anni e ho aiutato gli studenti di Varese nella lettura del territorio, mi sono ispirata al paesaggio che ci circonda».
Un paesaggio che per Rosangela è «il più bel libro di storia. Ho iniziato a stendere le mie memorie su Lissago e dintorni, passando per Calcinate del Pesce e la Schiranna».

Da principio «ho osservato il territorio fisico per passare poi agli insediamenti umani».La vita quotidiana della corte di due o tre secoli fa è lo scenario in cui si è mossa la signora Pagani Ossola.«Parlo dal ‘700 e ‘800 in poi, perchè alcune delle nostre corti risalivano a quel periodo. Nel testo tratto dell’attività agricola delle nostre zone, del turismo lacuale e delle prime industrie sorte grazie alle intuizioni di personaggi capaci». Chi lo ha già letto «è contento di non trovare un testo noioso e di scoprire tante cose sulle corti di un tempo. Ne ho evidenziato quanto fossero centri di vita sociale, di lavoro dei campi dalla fienagione alla

coltivazione di frumento, granoturco e vite».«È un bel libro che racconta un po’ storie e vicende delle generazioni che ci hanno preceduto – dice il cavalier , patron del Borgo di Mustonate – Trasmette la memoria di questa terra ai posteri in un volume semplice quanto la terra, le persone e i lavori di cui parla, ma di grande importanza per valori e significati».La sfida oggi potrebbe essere quella di prendere i racconti del volume come una sorta di mappa per visitare luoghi e ammirare spazi dove il tempo scorreva con il ritmo delle stagioni e delle tradizioni della civiltà contadina sorta sulle rive e le colline del lago di Varese.

Dalla pesca agli insediamenti abitativi “a corte” che favorivano l’aiuto reciproco, in un mondo in cui i valori prioritari erano chiari e condivisi, passando per feste, cucina e gli antichi mestieri, i proverbi, le manifestazioni della pietà popolare alla scoperta dei segreti di un territorio, che affascina ancora oggi.