– «Perché questi ritardi che generano confusione e spreco di soldi?». Abbiamo accolto sul nostro giornale le perplessità di Paola Cozzi, madre di una ragazza che nutre il sogno di studiare biotecnologie a Varese.«Un corso di studi – dice – che reputa vicino alle sue inclinazioni, di cui ha apprezzato il piano di studi e verso cui ha notevoli aspettative visto che il corso è al suo primo anno e i laboratori sono nuovissimi». Per dare seguito al suo sogno, la studentessa ha sostenuto il test di
ingresso, che di fatto apriva la porta a 100 matricole su qualcosa come 130 candidati. «Ma di quel test non si sa ancora l’esito e le lezioni inizieranno lunedì» dice Cozzi, che racconta: «Mia figlia in Cattolica non è passata. Ma ha superato il test di biotecnologie alla statale di Milano, arrivando settantanovesima su quattromila candidati. Per non perdere il posto, non essendoci i risultati delle ammissioni di Varese, ho dovuto cominciare a pagare la prima rata alla Statale di Milano, che è pari a 700 euro».
A preoccupare ancora di più la mamma è la situazione del corso di scienze biologiche di Varese: «Le lezioni in quel caso sono iniziate lunedì scorso, ma senza che la graduatoria degli studenti ammessa fosse pronta. Su quei banchi si sono trovati studenti che non sanno ancora se sono stati presi o meno. Anche i professori sono caduti dalle nuvole perché non immaginavano una situazione del genere».
Per trovare una risposta alle sue domande, la mamma ha cercato di contattare l’università dell’Insubria: «Ma anche lì sono cominciati i problemi, dal momento che nell’orario in cui la segreteria avrebbe dovuto essere aperta non ha risposto nessuno. Il tentativo con il numero verde non è andato a buon fine. Tutto questo mi fa pensare e mi mette qualche dubbio sul modo in cui è organizzata questa università. Non è che ha fatto il passo più lungo della gamba?».
La signora parla a nome delle persone che sono nella sua situazione, «che sono numerose», e attende dall’università dell’Insubria le risposte alle sue domande. Sarebbe un peccato, infatti, che la figlia e altri ragazzi rinunciassero a frequentare l’università di Varese, che era la loro prima scelta. L’università si è impegnata a fornire risposte dettagliate questa mattina, ma premette che: «entro il fine settimana tutte le graduatorie saranno pubblicate. Ci sono tempi tecnici». I test inoltre sono gestiti dal consorzio Cineca.
Quindi si tratta di procedure esterne all’università, che non vengono «fatte in casa», cosa che rende il processo meno controllabile dallo stesso ateneo.
La speranza è che le cose si chiariscano presto e che tutti riescano a trovare la loro collocazione. Anche perché di fronte a un nuovo percorso di studi da iniziare l’entusiasmo è tanto.
Meglio sfruttarlo al meglio, mettendosi subito sui libri e partire con tutti i buoni propositi.













