Virgola. Segno che nel suo caso significa tiri scentrati che concludono i pur discreti movimenti.
I cinque rimbalzi, contro i 16 di Hunt, significano invece che gli hanno mangiato in testa. L’impegno lo salva da voti ben peggiori.
Lui di carambole ne tira giù parecchie (16), in verità.
Poi è mobile, veloce, ballerino, si sbatte in difesa. Con un centro vicino andrebbe da Dio. Con un centro vicino…
Con il senegalese e Cavaliero, l’unico all’altezza della situazione: tra lui e i compagni c’è un abisso in termini di pericolosità, talento, palle.
Ingiudicabile come playmaker, se questo è il contorno.
Un pianto da fuori (0/5): lo salva un pizzico di leadership e la sensazione che ispira, quella che sia uno dei pochi a sapere cosa deve fare in campo.
Speriamo contagi almeno qualcuno dei suoi compagni…
I suoi nove punti arrivano solo a babbo, quasi, morto. Con un titolare come Thompson davanti gli si potrebbero aprire delle autostrade in fatto di minuti: andranno percorse molto meglio.
Nullo in attacco, corresponsabile con i compagni di reparto del fallimento a rimbalzo e del campo lasciato aperto a Dario Hunt. Come tutti i sodali non manca di impegno, per amor del cielo, ma è un pesciolino rosso in mezzo agli squali.
Vedi Davies, sia per la virgola, sia per il voto che potrebbe essere persino più basso. Ma, un po’ per la speranza che tutto cambi, un po’ perché siamo alla prima, ci fermiamo al 4.
Con un solo commento: abnegazione in difesa a parte, sul parquet è un extraterrestre, uno che non sa ancora dove sia capitato e perché.
Il premio “è intelligente ma studia poco” della prima giornata goes to: Ramon da Philadelphia. I mezzi fisici ci sono, quelli tecnici – forse – un po’ meno. Il fatto è che il precampionato così così e la prova confusionaria di ieri fanno due indizi della necessità di un cambiamento. A prima vista, sottolineiamo “prima”, ha poco del regista.













