Maggioranza in affanno. Guai per la giunta Galimberti

A poco meno di un anno dall’insediamento, l’amministrazione inizia già a scricchiolare?

La maggioranza è sempre più spaccata. E la giunta Galimberti, di fatto, può contare su un sostegno sempre più risicato in consiglio comunale.

Se queste difficoltà porteranno ad una fine anticipata del mandato, lo si vedrà nei prossimi mesi. Anche se appare un’ipotesi molto difficile, perché anche i “ribelli” o “dissidenti”, a seconda del punto di vista, difficilmente faranno cadere l’amministrazione comunale. Almeno nel breve periodo.

Di fatto, oggi i voti sui quali la giunta può fare affidamenti sono 17, ovvero la maggioranza minima, sotto la cui soglia non è più maggioranza.

L’assemblea degli eletti è infatti composta da 32 consiglieri comunali più il sindaco, 33 votanti in tutto. Nel momento in cui i voti sui quali la giunta può fare affidamento scendono a 16, la maggioranza non c’è più.

E non siamo così lontani dall’arrivare a questo punto, soprattutto dopo le dure prese di posizione da parte del vicecapogruppo della Lista Davide Galimberti, Mauro Gregori.

I numeri parlano da soli. Le forze di maggioranza, Pd, Lista Galimberti, Varese2.0 e Progetto Concittadino, contano (sindaco compreso) 21 persone. A queste possiamo aggiungere il presidente del consiglio comunale Stefano Malerba, che tuttavia, essendo stato eletto come consigliere d’opposizione, rimane svincolato e può appoggiare la maggioranza oppure no a seconda degli argomento.

Nel Pd ci sono almeno tre consiglieri comunali che non condividono l’operato dell’amministrazione, ovvero Fabrizio Mirabelli, Luisa Oprandi e Giampiero Infortuna. Da 21 scendiamo a 18. Nella Lista Galimberti, oltre a Gregori, ci sarebbe Gaetano Iannini, che secondo indiscrezioni non sarebbe completamente allineato alle posizioni della giunta comunale. Siamo già scesi a 16. La maggioranza a questo punto non ci sarebbe più. Naturalmente non c’è niente di scontato, come dicevamo prima, anche perché un conto è contestare la linea dell’amministrazione, un altro far mancare il proprio appoggio su documenti fondamentali, come il Bilancio, la cui bocciatura avrebbe l’effetto di far cadere la giunta.

La politica è l’arte degli accordi e la maggioranza di centrosinistra ha dimostrato di essere in grado di farne molti e sapersi reggere finora.

L’unica cosa certa è che se da un lato il sindaco Davide Galimberti non ha i problemi che aveva il suo predecessore di centrodestra Attilio Fontana, ovvero una forte litigiosità tra i partiti di maggioranza, ha però un problema con i singoli consiglieri. La giunta Galimberti, per come è composta, è assolutamente monolitica e fedele al sindaco. Il vero tallone d’Achille è nel consiglio comunale.