VARESE – La parola chiave per il 2016 di Edoardo Bulgheroni è «rispetto». Che si declina in vari modi, a partire dal «rispetto dei ruoli», che s’intende sia nel «riconoscere le professionalità», sia nel lasciare spazio ai giovani «per esprimersi». Dall’Argentina, dove sta trascorrendo le festività, l’amministratore delegato di SelectTrade, erede di una delle più note e riconosciute dinastie imprenditoriali varesine, ci offre il suo proposito per il 2016.
«La mia parola chiave è rispetto – sintetizza Edoardo Bulgheroni – per se stessi e quindi più coscienza dell’importanza di stare meglio con la propria anima e con il proprio corpo».«E per gli altri, che dovremmo saper ascoltare e conoscere prima di esprimere giudizi. Per l’ambiente che ci circonda, che ha tanto bisogno di essere trattato con etica più umana e uno sguardo al futuro dei nostri figli».
«E per i ruoli e le competenze, che in dialetto si sintetizza con il vecchio proverbio “ofelè fa el to mestè”, che intendo nell’accezione di riconoscere le professionalità e concedere ai giovani la possibilità di esprimersi, perché solo così facendo la società saprà innovarsi ed evolversi».
Anche «rispetto delle diversità», perché Edoardo Bulgheroni ricorda che «ci troviamo, come società italiana, e anche varesina, a dover accogliere persone diverse da noi. L’integrazione parte dal rispetto delle diversità e spero che su questo fronte prevalga il buon senso piuttosto che scelte forti o di chiusura». È un discorso che «può valere per tutto, non solo per l’aspetto economico o per quello territoriale» ma che ben si confà a una realtà, come quella varesina, che si barcamena tra l’onda lunga di una crisi durissima e la voglia di innovare e rinnovarsi per guardare ancora avanti.
«Da imprenditore, il rispetto dei ruoli e delle competenze altrui è un aspetto fondamentale – sottolinea Edoardo Bulgheroni – Spesso la delega è ancora qualcosa che è più difficile dare che non ricevere, mentre in un mondo sempre più complesso come quello attuale è ancor più decisivo riconoscere le capacità di quelli che fanno e che sanno, accettando anche i giudizi diversi, per poter mettere tutto a sistema nella sfida globale».
Un invito a fare più gioco di squadra e ad essere più umili di fronte alle sfide sempre più complesse che l’economia impone quotidianamente.
In particolare sono i giovani quelli su cui l’imprenditore varesino chiede di puntare senza troppe remore.
«A me piace stare con i giovani – ammette Bulgheroni – penso si debba riconoscere e rispettare il valore che le generazioni di mezzo possono portare nelle nostre aziende».
«Perché essere al passo con i tempi non vuol dire necessariamente stare aggiornati su tutto, ma anche a volte affidarsi e fidarsi di chi, come i giovani, può essere in grado di dare una mano su determinati campi in cui sono più “sul pezzo”, come quelli delle nuove tecnologie».
L’imprenditore ammette: «Io cerco di applicarlo concretamente, e quando posso esorto gli altri a fare altrettanto. Perché il tema non è arrivare ad uno scontro generazionale, ma collaborare per un obiettivo. Nel momento in cui si prova ad uscire da una crisi, occorre sforzarsi nell’andare avanti e non guardare indietro».
Ma come sarà, in definitiva, l’anno che verrà? «Fiducia e ottimismo sono concetti che fanno parte a pieno titolo del mio Dna – spiega Bulgheroni – Se mi limitassi a guardare solo i numeri, forse risulta difficile essere fiduciosi e ottimisti. Ma se nessuno fa il primo passo per crederci e provarci, non ci si riprenderà. Ecco perché invito ad essere soprattutto ottimisti, pur senza buttarmi in previsioni».












