Il dramma di un imprenditore Il prestito che diventa estorsione

Il dramma di un imprenditore
Il prestito che diventa estorsione

«Siamo pronti ad aiutarvi, con tutte le cautele del caso. Possiamo proteggervi e portarvi fuori da un incubo. Ma dovete denunciare e fidarvi di noi». È accorato l’appello di , capitano della Guardia di Finanza che ha la responsabilità della stazione di Varese. Le sue Fiamme Gialle, pochi giorni fa, hanno arrestato una persona in flagranza di reato e deferito altre due a piede libero alla Procura della Repubblica di Varese. L’accusa è di estorsione.

Una storia che parla di usura, e che si è svolta tra Varese e il Canton Ticino: F.S., un imprenditore quarantenne del capoluogo, per superare le difficoltà economiche della propria azienda ha chiesto aiuto ad un imprenditore svizzero. L’accordo tra i due era chiaro: lo svizzero avrebbe prestato al varesino 29mila euro, in cambio di una collaborazione, un lavoro fatto gratuitamente. Ma il progetto non è mai partito. F.S., dopo qualche tempo, inizia a ricevere dal collega svizzero le richieste di restituzione della somma: ma lui i soldi li ha già investiti in azienda, quindi è a corto di liquidità. I due si accordano quindi per ventinove cambiali a scadenza mensile, da mille euro ciascuna.

L’anno, però, procede male per l’azienda varesina, e F.S. non riesce a pagare regolarmente le rate. A questo punto iniziano a contattarlo tre personaggi, tutti tra i 40 e i 45 anni, che impongono all’imprenditore la sottoscrizione di altre trentasei cambiali da 700 euro ciascuna: loro, spiegano, hanno estinto il debito con l’imprenditore svizzero, quindi F.S. ora deve pagare loro. L’imprenditore varesino inizia a pagare, ma non riceve in cambio nessuna ricevuta o un foglio di quietanza.

In più, le difficoltà economiche dell’azienda non sono certo finite, e con la difficoltà a pagare iniziano le minacce: telefonate ed sms sempre più minacciosi e numerosi affollano il telefonino della vittima, e i tre si spingono perfino a casa dell’imprenditore, minacciandolo di persona di passare alla violenza in caso di mancato pagamento.

L’imprenditore, però, li aveva già denunciati alla Guardia di Finanza e, quando il 17 giugno gli viene imposta la consegna immediata di 2.800 euro alla stazione di servizio autostradale di Castronno, i finanzieri si appostano nelle vicinanze. All’appuntamento si presenta F. I. R., uno dei tre estorsori, che viene fermato subito dopo aver ricevuto il denaro dall’imprenditore.

La perquisizione ha rivelato come le banconote che aveva addosso fossero le stesse consegnate da F.S., fotocopiate poco prima dalle Fiamme Gialle. Nella perquisizione a casa, invece, sono state trovate altre cambiali relative alla vicenda. F.I.R. è stato arrestato e tradotto ai Miogni, il carcere di Varese, mentre i due complici sono indagati.

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