«Abbiamo paura ad uscire di casa». Biumo ostaggio dell’insicurezza

Dopo l’incendio all’ex Enel i lumbard lanciano un appello a prefetto, questore e primo cittadino

Un quartiere “ostaggio” dell’insicurezza. Questa è la realtà che vivono ogni giorni, da diversi anni, i residenti di Biumo Inferiore e del limitrofo quartiere Belfiore. A pochi passi dal centro cittadino e dall’area delle stazioni, i varesini sono costretti a fare i conti con una situazione di disagio che, anno dopo anno, continua a diventare sempre più forte.

Una “denuncia” che nelle ultime settimane è stata fatta più volte dagli abitanti e dai commercianti della zona. E che oggi entra nell’agenda politica varesina, attraverso l’appello fatto dai Giovani Padani. Il leader cittadino del movimento giovanile leghista è infatti Stefano Angei, che conosce la realtà di questa parte di Varese molto bene, dal momento che risiede proprio nel quartiere.

E che, dopo l’incendio scoppiato nell’area dell’ex Enel, diventata rifugio notturno e dormitorio per disperati, alza il tiro, chiedendo un deciso intervento delle istituzioni. «Chiediamo che le autorità preposte alla sicurezza intervengano per risolvere questo problema – dichiara Angei – che sta diventando sempre più pressante e rende la zona invivibile. Un appello

quindi innanzitutto al prefetto Giorgio Zanzi, il cui ruolo istituzionale è proprio quello legato a garantire ordine e sicurezza. E quindi anche al questore Attilio Ingrassia e al sindaco Davide Galimberti. I cittadini chiedono di vivere al sicuro, di non aver paura ogni volta che devono uscire di casa dopo il tramonto».

È infatti soprattutto a partire dalle ore serali che il quartiere si trasforma e aumenta la percezione di insicurezza. «I portici che vanno da piazza XXVI Maggio a via Garibaldi diventano un bivacco unico – continua Angei – con personaggi che incutono timore, svaccati spesso a bere da bottiglie di birra. La stessa situazione di Biumo si registra nel quartiere Belfiore, nelle strade dell’abitato». Ma i problemi non si presentano solo nelle ore notturne, a quanto rileva Angei. «Un esempio chiaro del degrado è rappresentato dal Parco Perelli, i giardini pubblici tra la piazzetta della chiesa e via Carcano. L’area è diventata sede di “brutte presenze”, e probabilmente zona di spaccio. Queste presenze stazionano sulle panchine tutto il giorno. E addirittura una donna racconta di avere assistito ad un uso stile bidet della fontanella pubblica. Comportamenti che aumentano il degrado».

Il centro principali di tutti questi problemi è poi l’ex Enel, trasformato appunto in un dormitorio, «che considerano casa loro. Tanto è vero che martedì mattina le forze dell’ordine hanno fatto un controllo. E stranamente subito dopo, la stessa notte, è scoppiato l’incendio al primo piano, con un materasso andato a fuoco. A pensar male si fa peccato, ma sembra proprio sia una sorta di “risposta”».

In un giardinetto davanti all’ex Enel, inoltre, «troviamo una vera e propria discarica a cielo aperto».

L’appello dei Giovani Padani alle istituzioni è quindi forte e rappresenta il grido di aiuto di un’intera comunità, «che si trova a vivere in una costante situazione di insicurezza, con la paura ad uscire di casa dopo una certa ora»