Varese si mette in linea con i dati nazionali e la velocità media sull’A8 cala del 25%. È l’«effetto-tutor». A tre giorni dall’attivazione del nuovo sistema di rilevazione della velocità media sull’autostrada di casa nostra, la Polstrada annuncia anche che avremo i primi verbali per lunedì o martedì. Arrivanno direttamente da Roma, così come arrivano da lì le decisioni sulla fascia oraria di attivazione e spegnimento del congegno, stabiliti ed effettuati a distanza dal quartier generale del ministero dell’Interno.
TENDENZE BEN CHIARE
«È stato spento durante la giornata di venerdì mentre l’hanno acceso soltanto in serata – spiega il comandante della polstrada di Varese Alfredo Magliozzi – ce l’hanno comunicato da Roma, dipende tutto da loro. Noi ci limitiamo alla gestione e al ricevimento dei verbali che loro emettono». Non è la prima volta però che la polstrada provinciale ha a che fare con le sanzioni provenienti dal suddetto strumento: soltanto l’anno scorso i nostri uffici hanno elaborato 13.800 verbali provenienti dal bergamasco e dal bresciano e non relativi ai residenti di Varese. «Quello che vedremo anche da noi è la riduzione dell’incidentalità, o almeno della gravità degli incidenti che si verificano in autostrada. Il picco massimo di velocità che si registra di solito invece sarà abbassato del 15%: dai 190-200 km/h che trovavamo prima quando ci appostavamo con il telelaser prevediamo di scendere a punte di 160-170». Ma nei prossimi mesi, secondo la polstrada, caleranno anche la mortalità, dimezzata, l’incidentalità con feriti, ridotta di un quarto dell’attuale, e l’incidentalità in generale, tagliata di un quinto.
Un toccasana, sembrerebbe. «Sicuramente porterà a togliere il piede dall’acceleratore tutte le persone che sono abituate a percorrerla. Questo non vuol dire che avremo necessariamente un miglioramento diretto della sicurezza ma almeno sarà ridotto al minimo uno dei fattori aggravanti in caso di incidente».
RISCHIO IMPREVISTIL’incidentalità più alta della provincia, c’è poco da fare, resta legata alle strade cittadine. Ma, per quanto riguarda quella autostradale – ridotta, con appena il 3% del totale nel 2008 e ferma sulla stessa linea nel primo quadrimestre del 2009 – è rappresentata nella grande maggioranza dai tamponamenti in mezzo al traffico delle ore di punta, quando le auto viaggiano incolonnate, almeno quando hanno la fortuna di avanzare di qualche metro, a 30-40 all’ora. «È molto
raro il caso di eventi gravi, anche se in alcuni casi si sono verificati; a parte il classico sorpasso azzardato o l’auto che taglia la strada, può capitare qualunque imprevisto che finisce per provocare danni enormi. Abbiamo visto diverse volte cosa succede con un camion che perda il carico, una valigia che si sganci dal tetto o delle biciclette agganciate che cadano: un conto è andare a 130, un altro è prenderli in pieno a 200 all’ora».
COSTO SOCIALE ALTO
«Quello che ci interessa – prosegue Magliozzi – non è tanto l’eccesso di velocità in sé ma il pericolo che questo può creare in alcuni casi». Gli stessi eventi, se tutti tenessero una velocità moderata, si potrebbero risolvere più spesso con un provvidenziale scampato pericolo. «Non dimentichiamo che oltre ai drammi familiari che si vengono a creare in seguito a un grave incidente c’è un costo sociale elevatissimo che tutta la cittadinanza si deve sobbarcare».
Francesca Manfredi
e.marletta
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