«Stiamo lavorando per rendere più fruibile la città. Qualche novità ci sarà a giorni, magari già in settimana. Stiamo facendo accertamenti sull’applicazione delle norme».
Così l’assessore al termine di una blindatissima riunione che si è svolta ieri pomeriggio nella palazzina di piazzale Foresio. All’ordine del giorno la spinosa questione de Loca Ubriaca di via Cattaneo.
Il Tar ha revocato la licenza di occupazione del suolo pubblico al locale che non può più mettere i fuori tavoli e ombrelloni perché oscurano l’insegna della farmacia.
L’assessore voleva tenere la riunione segreta e ha tentato persino di “depistare” i giornalisti dicendo che l’incontro si sarebbe svolto alla Schiranna, o addirittura sull’isolino Virginia.
Ma come mai tanto riserbo? «Perché il momento è molto delicato e qualsiasi parola può essere di troppo» spiega l’assessore, che precisa: «Del resto non è stata ancora presa alcuna decisione». Presente anche , presidente nazionale consulta femminile di Fipe. Anche lei è stata molto cauta. Ha detto solo che «l’interpretazione della norma data dal Tar richiede un attento esame da parte dei legali».
Alla riunione hanno preso parte anche la polizia locale, con il comandante; referenti della questura;, direttore di Ascom Varese; alcuni dipendenti del comune, tra cui e .
Che il Comune stia lavorando sodo sul tema è innegabile. Loca Ubriaca però, giorno dopo giorno, allunga la conta dei danni.
«Prevediamo una perdita economica di 15mila euro in un mese – dice, responsabile della vineria – Non è stato ancora licenziato nessuno, ma ci sono dipendenti a casa che non sanno se rimanere con noi o cercare un altro lavoro. Il mio titolare non sa che risposte dare, perché di fatto nessuno sa niente. Non sappiamo quale sarà il nostro futuro»
Lo sconforto è tanto: «Venerdì sera è stata una vera tristezza. Avremmo potuto giocare a carte perché tanto non c’erano clienti – continua Alice – Con il bel tempo è ovvio che le persone scelgono un locale con i tavoli all’aperto. Sono contenta per chi lavora. Per noi, al danno si aggiunge la beffa: avevamo i tavolini e pioveva. Tolti i tavolini, è arrivato il sole».
E poi ci sono tutte quelle voci che rendono la situazione più aspra: «Ci è stato detto che non abbiamo voluto trovare un compromesso, ma la verità è che nessuno ci ha mai chiesto nulla – spiega la responsabile – Se il problema fossero stati gli ombrelloni, avremmo potuto trovare una soluzione».
Non ultimo: «Come mai i tavoli sono stati tolti subito se la questione richiede un attento esame? Non ci vuole un mese per notificare un provvedimento? Che motivo c’era di essere tanto precipitosi? – continua – Non si sarebbe potuto trovare un accordo provvisorio come mettere fuori i tavoli alla domenica e gli altri giorni alle 19.30, quando la farmacia è chiusa? Noi l’abbiamo chiesto, ma ci è stato risposto che al momento non si può fare niente. Dubito che la questione si risolverà in breve tempo. Ci sentiamo presi in giro».
Il tavolo che si è riunito ieri è uno strumento inaugurato anni fa con l’obiettivo di capire le esigenze dei pubblici esercizi.
I tavoli de Loca Ubriaca sono stati solo uno dei temi all’ordine del giorno. Si è parlato anche dei criteri introdotti dal nuovo Piano di governo del territorio per il commercio.
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