– Massima adesione anche a Varese alla “catena di Sant’Antonio” che chiede di pubblicare su Facebook foto che testimoniano la felicità della maternità. Dietro a questo fenomeno social c’è la voglia di ribadire l’importanza del ruolo della mamma. Un ruolo difficile, che non sempre viene compreso. «Il ruolo della mamma è cambiato – spiega, una delle due titolari di Ohana, il locale aperto nel circolo di Bizzozero – Siamo più vicine ai nostri figli rispetto a un tempo. I miei genitori mi hanno dato un’educazione rigida e distante, con spazi definiti. Oggi tra genitori e figli c’è vicinanza, cosa che da una parte è positiva, dall’altra ha complicato il rapporto».
«Essere madre è una sfida avvincente: io adoro parlare con mia figlia Gaia che ha 12 anni, anche se ci scontriamo. Le dico di raccontarmi tutto senza paura». «Ho notato anche che l’età dell’adolescenza si è abbassata. I ragazzi, con i telefoni cellulari, sono bombardati da contenuti e messaggi. Vedono continuamente miti, cantanti, modelli che non so se sono davvero adatti a loro. Non è semplice essere genitori, ma se tornassi indietro lo rifarei. Anzi, il mio rimpianto è di non averne fatti 10 di figli». «Credo che questa iniziativa sia una cosa simpatica, a cui aderiscono volentieri tutti coloro che non si fanno problemi a pubblicare su internet le foto dei figli» racconta , mamma di Lisa e Sofia e “mamma acquisita” di , ex giocatore della pallacanestro Varese. «Sono felice perché mi sento realizzata nel ruolo di mamma, ho avverato quello che fin da bambina è sempre stato il mio sogno. Il rapporto con Francois si è costruito quando giocava a Varese, è stato lui a ribattezzarmi “mamma”, cosa che mi ha fatto molto piacere». «C’è chi dice che fare la mamma oggi è più difficile che un tempo, ma secondo me è sempre difficile uguale – continua Silvia – Ai miei tempi avevo amici sull’orlo dell’eroina. Oggi forse i genitori quarantenni tendono a essere un po’ “bambini” e meno attenti ai figli rispetto alla generazione precedente. Io ho una figlia adolescente che fa le stesse cose che facevo io alla sua età. Non vedo lei molto diversa dall’adolescente che ero io. Certo, è più difficile controllare i figli perché hanno tanti mezzi per comunicare. Una volta, con il telefono fisso in casa, era tutto più semplice». «Essere mamma significa accompagnare una persona a diventare adulta – spiega – Mia figlia Beatriz oggi ha 20 anni, e io penso che la maternità sia un percorso fantastico, che spinge una donna ad affrontare tante cose difficili. Quando i figli sono piccoli ci sono determinate sfide, poi ce ne sono altre, ma è sempre meraviglioso».
«Nel cuore di una mamma c’è la condivisione di spazi, di tempi, c’è la difficoltà di educare e di saper dire di no. E poi c’è la soddisfazione di vedere una bambina che diventa grande e sapere che in tutto questo tempo ha potuto sempre contare sulla sua mamma».













