Stefano Clerici, dopo aver fatto parlare parecchio di sé nei mesi scorsi, rischia di perdere la carica di assessore? Lo si saprà a breve.
Perché nella prossima seduta del consiglio comunale di Varese, prevista per giovedì 18 settembre alle 20.45, i consiglieri comunali voteranno la richiesta al sindaco di ritiro delle deleghe all’assessore alla Tutela Ambientale. La votazione avverrà a porte chiuse, con voto segreto, senza possibilità per il pubblico e per i giornalisti di assistere.
Anche gli assessori dovranno lasciare l’aula. Rimarranno solo il sindaco e il segretario generale.
La segretezza del voto da una parte consente a ogni consigliere di esprimere liberamente il proprio pensiero, dall’altra rappresenta un atto di rispetto per Clerici.
Non si userà la classica lavagna digitale, ma fogli di carta, questo proprio per non mettere in relazione il voto alla persona.
Nel regolamento e nello statuto del comune di Varese non esiste la possibilità per i consigliere comunali di presentare una mozione di sfiducia nei confronti del singolo assessore. Per ovviare a questo problema, è stata presentata dai capogruppo , ,e una mozione per chiedere al sindaco, che è l’unico che lo può fare, di togliere le deleghe a Clerici.
Nella bozza di ordine del giorno figura «la richiesta al sindaco di ritiro delle deleghe all’assessore Clerici ai sensi dell’articolo 53 del regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale», senza specificare le motivazioni. Non si fa dunque accenno alle due ragazze rapite in Siria, su cui Clerici aveva espresso pareri taglienti criticandone la missione. Così come non si fa cenno alla intitolazione a Missoni dapprima della villa Toeplitz, poi di una fontana. E neppure alla dibattuta questione del taglio dei cipressi dei giardini, poi fermata dal sindaco alla vigilia di quella che si preannunciava come una mobilitazione generale.
Il voto segreto a porte chiuse non è una procedura anomala; è prevista dallo stato del regolamento comunale tutte le volte che si vota su qualcuno. Nel passato il voto segreto interessò le sorti di due dirigenti dell’Urbanistica, poi spostati alla Tutela Ambientale.
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