– «Dobbiamo cambiare ottica: la cronicità è una condizione, prima che una patologia. Quindi va presa in carico la persona nel suo insieme, aiutandola a tenere sotto controllo i suoi problemi di salute ed evitando il più possibile crisi e scompensi. Ecco la logica dietro al progetto Creg (Chronic Related Group)». Parola di , direttrice sanitaria della Ats Insubria, l’ex Asl che da gennaio ha inglobato sotto la direzione di Varese anche la fetta principale del territorio della provincia di Como. E proprio da Como arriva questo progetto, pronto a dare frutti anche a Varese. Per ora i medici aderenti alla sperimentazione saranno 121, sui seicento della provincia, e dovranno essere tutti parte di cooperative, per poter garantire una continuità di cura ai pazienti. «Si passa alla “medicina d’iniziativa” – spiegadirettore Dipartimento Cure Primarie Ats Insubria – cioè il medico non resta più in ambulatorio ad aspettare che un suo paziente con patologia cronica si presenti con una crisi, ma lo chiama e lo invita a stilare insieme il “piano di assistenza”, un vero e proprio ruolino di marcia di cure e controlli scadenzati durante l’anno». Del resto, spiega ancora Frattini, i pazienti cronici sono circa il 30% della popolazione, ma assorbono il 70% delle risorse, tra farmaci mutuabili e ricoveri nelle varie strutture ospedaliere e riabilitative. Con
la sperimentazione Creg, il paziente viene coinvolto dal medico, che lo aiuta a seguire una serie di cure e controlli che, come ha dimostrato la sperimentazione di Como, permettono di ridurre sensibilmente ricoveri, corse al pronto soccorso ed esami che possono rivelarsi inutili.I medici coinvolti nel progetto hanno ricevuto dalla Regione un elenco di quattrocento pazienti a testa, di diverse patologie, individuati in base alla malattia, all’esenzione e al consumo di farmaci. Il medico lavora in stretto contatto con il sistema sanitario: il paziente ha delle scadenze entro le quali eseguire i controlli, e l’elenco è passato all’Ats. Se il paziente non riesce ad essere regolare, viene richiamato ai suoi doveri. Tre le cooperative di medici per ora coinvolte: la Gst – Gestione servizi territoriali sociosanitari Sca Mmg, la Cvs Cooperativa Sociale Varese Salute e la Cosma 2000. Oltre al pool di medici, le coop offriranno anche l’assistenza di un centro servizi, punto di riferimento per i pazienti. La libertà di scelta dei pazienti, però, rimane. L’obiettivo, dice , uno dei medici coinvolti, «è quello di convincere almeno il 60% dei pazienti selezionati dalla regione». «Siamo all’inizio e il lavoro è tanto ma, una volta a regime, i benefici saranno evidenti, sia per il nostro lavoro di medici di base che per la qualità della vita dei nostri assistiti».











