VARESE Il Pdl varesino è ormai postberlusconiano. E guarda con fiducia per il futuro ad uno dei possibili nuovi leader: Roberto Formigoni. Ospite dell’assemblea degli eletti che si svolgerà martedì al De Filippi. Insomma, il Pdl deve darsi una forma e sopravvivere dopo il berlusconismo.
«Lo sforzo che dobbiamo fare adesso – spiega infatti il segretario provinciale uscente Rienzo Azzi – sarà di legare quello che è stato il passato del nostro partito alla fase attuale e futura. Formigoni è un simbolo per la Regione, per il buongoverno, e quindi anche un simbolo per il Pdl. L’incontro segnerà l’avvio di una fase di democratizzazione interna. Questo partito dovrà attrezzarsi per diventare il polo di riferimento del ceto moderato, la maggioranza degli italiani».
Insomma, chiaramente senza rinnegare Berlusconi, questo lo sottolineano, ma «dobbiamo fare un salto di qualità». Lo dice il coordinatore vicario, Marco Airaghi (ex An). «Lo dobbiamo a Berlusconi, per dimostrare che la sua creatura non può più solo vivere di luce riflessa dell’attività di governo. La priorità nazionale è quella di aiutare i nostri cittadini». E qui si apre la disponibilità al governo tecnico.
E quindi non la Lega, che vuole stare all’opposizione. Il comportamento dell’alleato viene biasimato come scelta di bottega dai pidiellini. L’unico a nominare apertamente i lumbard è l’assessore regionale Raffaele Cattaneo. «Noi ci prendiamo l’onere di lavorare per il bene del Paese – dice Cattaneo – sarebbe opportuno che anche la Lega lo facesse. Non vorrei che le loro scelte siano date da ragioni di bottega. Se la Lega si volesse chiamare fuori, dimostrerebbe che non è maturata al punto da mettersi sulle spalle le scelte difficili».
Il senatore Antonio Tomassini ha voluto ribadire come quello di Berlusconi sia stato un gesto di responsabilità «perché ha deciso di fare un passo indietro per il bene dell’interno Paese, quando avrebbe potuto provare ad insistere, dal momento che al Senato non è mai venuta meno la maggioranza. La caduta del governo arriva a causa di una crisi intenrnazionale. Ma hanno fatto il loro fgioco quei gruppi di potere che negli ultimi anni hanno remato contro».
Ma intanto anche a Varese l’ipotetico sostegno al governo Monti (anche se in queste ore è spuntata anche l’ipotesi Dini) spacca il partito. Ieri pomeriggio i ragazzi della Giovane Italia, il movimento giovanile del Pdl, che fanno riferimento soprattutto alla componente ex An, hanno inscenato una manifestazione di protesta contro Monti. Sulla quale Airaghi getta acqua sul fuoco: «Lasciamo libertà di pensiero nel partito, anche se in questo momento il Pdl deve restare unito. L’appoggio al governo tecnico, o di larghe intese, sarà vincolato a delle rassicurazioni che ci aspettiamo».
Marco Tavazzi
s.bartolini
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