Fontana corregge Napolitano «Mai avuto nonni garibaldini»

Fontana corregge Napolitano «Mai avuto nonni garibaldini»

VARESE «Sono orgoglioso che il presidente Giorgio Napolitano abbia un buon ricordo di Varese. Ma non ho un nono garibaldino». Una piccola confusione da parte del capo dello stato e a Varese si è aperto un giallo. Ovvero, che il sindaco leghista Attilio Fontana annoverasse, tra i propri avi, un seguace del superitaliano Giuseppe Garibaldi.
Insomma, non proprio un vanto per chi segue i dogmi della Padania. Persino per una figura istituazionale e rispettosa come quella di Fontana.

Il giallo inizia a Roma, quando ieri, durante un incontro con gli studenti della Sapienza, Napolitano ha risposto alle domande dei ragazzi. Ha parlato del sentimento nazionale, citando anche il suo passaggio a Varese. Alla domanda sulla polemiche sulle celebrazione del centocinquantesimo, Napolitano ha risposto: «Sono state minime, il dissenso è stato molto meno di quanto fosse prevedibile, anche al Nord». E quindi, ha aggiunto, le celebrazioni sono state utili per risvegliare una memoria collettiva «una somma di memorie familiari e di storia locale che alcuni avevano perfino rimosso. È stato molto bello ascoltare queste storie. Ad esempio, a Varese, il sindaco mi ha detto che il suo bisnonno è stato garibaldino».
Napolitano ha poi risposto anche alla domanda se gli italiani amassero l’Italia. «Sì, ne sono sicurissimo. Ciascuno la ama a suo modo, ma pochi scambierebbero il proprio Paese con un’altra patria».

Le parole sull’antenato addebitato a Fontana non trovano però riscontro a Varese. «Sono veramente contento che il presidente abbia conservato questo bel ricordo di Varese – commenta il primo cittadino – e il fatto che lo abbia conservato significa che la mia amministrazione, insieme alla società civile e a tutta la cittadinanza, è stata

all’altezza nel festeggiare la ricorrenza dei centocinquant’anni dell’unità d’Italia». Ma sul capitolo bisnonno: «Purtroppo, non ho nessun avo che sia stato garibaldino. All’incontro con il presidente non c’ero solo io, ma anche tutti i miei assessori al completo. Credo che possa essersi confuso addebitando a me la storia raccontata da uno dei miei amministratori».

Insomma, Fontana non ha nessun avo sceso a Marsala con la spedizione dei Mille. Né che abbia lottato per l’unità d’Italia. Di sicuro, Varese annovera molti cittadini, politici attivi e non solo, che hanno avuto antenati combattenti nelle diverse guerre di indipendenza. La nostra città è stata tra le più attive durante il Risorgimento. E durante l’incontro del presidente della Repubblica a Varese in tanti cercavano di parlare con Napolitano. Nella confusione di questi momenti, il qui pro quo c’è stato.

j.bianchi

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