Lo scherzo telefonico alla vicina di casa finisce con una denuncia per molestie a carico di due ragazzini: lei 20 anni, lui 17 anni, entrambi incensurati, studenti e molto amici.
La vittima è la vicina di casa, 33 anni, della quale i due, non è stato ben chiarito come, hanno recuperato il numero di cellulare. Certamente la conoscono, quantomeno di vista, e decidono di prenderla di mira per due mesi.
La malcapitata per oltre 60 giorni ha ricevuto decine di chiamate: alcune mute, la classica telefonata da maniaco, quella dove il chiamato dice pronto e dall’altra parta ode solo un silenzio inquietante.
Magari rotto soltanto da un respiro leggero che, forse, è una risata trattenuta ma che per chi riceve la chiamata è da brivido. In altre occasioni i due, maldestramente cercando di camuffare la voce, hanno anche affrontato una conversazione fatta di insulti o sfottò. Salvo poi appendere.
Il tutto fatto da telefoni cellulari con il numero identificativo nascosto. I due ragazzi, però, non hanno calcolato un fattore fondamentale: il numero è sconosciuto per chi riceve la chiamata.
Ma è perfettamente rintracciabile dalle forze dell’ordine una volta che la vittima delle molestie si spazientisce e sporge denuncia. Così lavorando sui tabulati i carabinieri della stazione di Varese hanno rapidamente rintracciato gli autori delle chiamate. Denunciandoli per molestie telefoniche.
La coppia di ragazzi, una volta vistasi scoperta, non ha negato le telefonate dichiarando però candidamente ai carabinieri di non saper spiegare il perché dell’assurda persecuzione.
Con la vittima non ci sono legami particolari, almeno non in apparenza. La stessa molestata non conosce in modo approfondito i suoi persecutori. Né è in grado di ipotizzare una ragione, ammesso che possa essercene una, che possa spiegare un tale comportamento. La maggiorenne è stata denunciata alla procura di Varese, il minore al tribunale specifico di Milano.
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