Primo giorno di saldi sotto tono: pochi acquirenti e con un budget risicato. Per i commercianti la colpa è di chi ha anticipato gli sconti e della “Varese Campo dei Fiori” che ha bloccato il centro e le strade cittadine.
«Non è andata come mi aspettavo – esordisce dal negozio 3And di corso Matteotti – Non tanto per gli affari, ma per la poca gente in giro per essere un sabato mattina e il primo giorno dei saldi di fine stagione».
Pochi se non altro gli interessati agli sconti. Gran parte delle persone a spasso per corso Matteotti non erano cariche di sacchetti o alla spasmodica ricerca di affari. Tanti erano a passeggio con bambini al seguito per assistere alla sfilata di auto d’epoca, in città per partecipare alla gara di regolarità “Varese Campo dei Fiori”.
«Non è possibile organizzare un evento del genere in concomitanza con il primo giorno di saldi – spiegano i commerciati – Hanno bloccato la città, chiuso le strade e reso un’impresa l’arrivo in centro. In questo momento i saldi sono un’occasione importante per noi e così facendo l’amministrazione ci ha danneggiato parecchio».
Non secondo l’assessore al Marketing Territoriale, , convinto che manifestazioni di questo tipo non facciano altro che «richiamare in città un sacco di visitatori, persone che altrimenti non sarebbero venute e che rappresentano un valore aggiunto e un’opportunità in più anche per i negozianti».
Tutto da dimostrare. Anzi, stando al primo bilancio fatto proprio dai negozianti, in pochi appassionati di auto d’epoca hanno fatto acquisti in città. Ad approfittare degli sconti sono stati varesini che aspettavano solo questo momento per comprarsi finalmente qualcosa.
Per lo più scarpe e capi importanti, «a cui abbiamo rinunciato fino ad ora – spiegano – Certo, se lo sconto è conveniente e il prezzo intorno ai 20 euro potremmo anche toglierci qualche sfizio».
Secondo un’indagine condotta dalla Fismo, l’associazione di Confesercenti che riunisce gli esercenti della moda, sulle intenzioni di acquisto dei consumatori in vista dei saldi estivi, è emerso che quest’anno, visto che la crisi ha pesato molto sulla spesa per abbigliamento, la maggior parte delle famiglie non ha ancora rinnovato il proprio guardaroba estivo.
Dai dati emerge anche che i consumatori hanno ben chiara l’occasione costituita dalle vendite di fine stagione, anche se il budget a disposizione è ridotto.
«Useremo gli 80 euro di Renzi, che ora sono diventati 160, per fare acquisti – dicono – Non un centesimo di più».
Stando su queste cifre è anche possibile immaginare l’orientamento dello shopping. Negozi già di per sé low cost che, con i saldi permettono di acquistare un numero maggiore di capi, e con 160 euro di rifarsi anche il guardaroba.
Oppure, inizierà la spasmodica ricerca dei capi firmati a prezzi stracciati, che permettono, spendendo qualcosina di più, di avere capi di qualità maggiore che durano nel tempo. L’intenzione dei consumatori sembra comunque essere quella di spendere. Un’inversione di tendenza dopo anni e anni di diminuzione dei fatturati.
«Ed è quello che ci aspettiamo – si augurano i commerciati – Chi è uscito ieri ha speso, purtroppo però tanti hanno rinunciato a muoversi per via del traffico o, come sospettiamo, hanno già approfittato degli sconti sotto banco che alcuni colleghi hanno iniziato a praticare da alcune settimane».
Non si tratta di sconti ai clienti in cassa, a pochi giorni dall’inizio dei saldi, «che ci stanno anche – lamentano – ma non è possibile inviare messaggi di massa sui telefonini o fare boomig con le mail per avvisare la qualunque delle offerte già in corso».n
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