– «Vendiamo l’Isolino Virginia». Questa è l’idea del consigliere di Movimento Libero Alessio Nicoletti, che ieri ha diffuso un comunicato stampa con scritto: «Non è boutade, ma una proposta seria e concreta che potrebbe portare nelle casse comunale i soldi necessari a evitare nel prossimo futuro altre manovre lacrime e sangue per i varesini.
Ovviamente, la vendita sarà possibile solo con il mantenimento degli attuali vincoli ambientali e storici, ma riteniamo che l’isolino Virginia possa avere un mercato.
Una proposta, che formalizzeremo domani mattina (oggi, ndr) con apposita mozione, ma che riteniamo possa essere valutata positivamente sin da subito dall’intera politica varesina».
Fu il marchese Ponti a regalare l’isolino Virginia al Comune nel 1962. Recentemente l’isolino, reputato uno dei siti più importanti della preistoria europea, è stato dichiarato patrimonio dell’umanità. Il problema è collegarlo con la terraferma: prima era la famiglia Longo, che mandava avanti il ristorante sull’isolino, a occuparsi del servizio con una barchetta. E adesso? Al Pd l’idea di vendere l’isola non piace. «A tutti i varesini piange il cuore sapendo che, ormai da parecchi anni, l’isolino è scollegato dalla terraferma e
abbandonato a se stesso. Tuttavia, francamente, la soluzione proposta dal consigliere Nicoletti, quella, cioè, di vendere tutto ai privati, non appare praticabile né condivisibile» commenta , capogruppo del Pd. Tra le altre cose, la legge non prevedrebbe questa possibilità. «L’idea del consigliere non appare praticabile perché – come dimostrato anni fa dal vano tentativo di venderlo alla Provincia – non è possibile vendere un bene che fa parte del patrimonio pubblico se vincolato dalla volontà, legalmente espressa, dall’ultimo proprietario privato» aggiunge Mirabelli.
Che continua: «La proposta non appare neppure condivisibile perché è dovere del Comune di Varese ripristinare, al più presto, il collegamento con l’isolino Virginia e valorizzarlo meglio di quanto non sia stato fatto finora. Ciò, peraltro, deve avvenire nel rispetto della fragilità del luogo, che è incompatibile con la frequentazione turistica fatta di grandi numeri; possibilmente sotto la sovrintendenza di del Museo archeologico di Villa Mirabello da cui dipende il piccolo museo preistorico dell’isolino Virginia».
Il Comune ha intenzione di aprire un bando per l’isolino diretto anche alle scuole, che per esempio potranno gestire il ristorante.
L’idea di vendere tutto potrebbe anche piacere a qualcuno, ma a chi potrebbe fare gola l’acquisto di un bene vincolato e difficile da raggiungere?













