«Armi ai cittadini? No, è pericoloso»

Levata di scudi dai sindacati di polizia contro la proposta leghista di rilasciare il porto d’armi ai varesini. «Non si sfrutti il blitz con il machete per fini elettorali. Molto meglio rafforzare le forze dell’ordine»

– «I cittadini certamente preferirebbero avere un numero di poliziotti sufficiente anche di notte piuttosto che un revolver nel cassetto del comodino». Anzi armare una cittadinanza non preparata sarebbe «molto pericoloso». Parlano i sindacati di polizia dopo la follia delle rapine per strada in centro di tre balordi armati di machete e dopo la provocazione della Lega Nord che ha chiesto al prefetto di liberalizzare il porto d’arma affinché

i cittadini possano difendersi da soli. , segretario provinciale del Siulp spiega: «L’episodio delle rapine con machete fa certamente preoccupare perché ci riporta a stili animaleschi e grotteschi e come previsto si sta scatenando il tamtam della politica, che però ancora una volta rischia di trasformare un problema dei cittadini in spunto per le campagne elettorali». Meglio sarebbe invece chiedere a chi di sicurezza «ne capisce qualcosina» aggiungono i sindacalisti.

«Nelle dichiarazioni di alcuni esponenti della Lega, ad esempio, trovo molti punti con i quali concorderei. Però, per favore, smettiamola con la leggenda del porto d’armi per tutti – prosegue Macchi – Anche un bambino capirebbe che quella via non è praticabile poiché non tutti saprebbero difendersi o saprebbero comprendere limiti e norme».
In sintesi rischieremmo davvero il far west aumentando i pericoli. Che fare? Magari dotare le forze di polizia degli uomini e dei mezzi necessari a poter svolgere in modo meno “tirato” il loro lavoro. «La nostra Costituzione affida allo Stato il compito di vigilare sui cittadini – incalza Macchi – Questo dovere viene lasciato nella mani di polizia e carabinieri, senza però mettere in quelle stesse mani gli strumenti idonei a farlo».
Macchi aggiunge: «I tagli orizzontali ci hanno messo in ginocchio e ormai dobbiamo acquistare ogni cosa e la mancanza di assunzioni ha portato a una polizia sempre meno numerosa e più vecchia con un’età media di 49 anni».
Uomini e mezzi peraltro impegnati ogni giorno in servizi di scorta a personalità o legati all’immigrazione, all’accoglienza e all’accompagnamento di immigrati irregolari.
E il sindacato di polizia si rivolge direttamente alla politica. «Non serve un porto d’arma per ogni cittadino – sostiene Macchi – È necessario riscrivere le politiche dell’immigrazione perché non siamo più in grado di gestire il fenomeno in queste condizioni».

E ancora la collaborazione con le amministrazioni comunali: «Ai Comuni chiediamo di collaborare perché si possa un giorno riuscire a liberare la polizia da compiti amministrativi quali il rilascio di passaporti e permessi che in altri Stati sono affidati a enti locali o Poste – spiegano i sindacalisti – E comprendere che, se dispongono di un corpo di polizia locale, perché si possa definire forza di polizia è necessario che svolga servizio anche in ore notturne, coadiuvando le forze dell’ordine in modo reale e concreto».
Bisogna unire le forze in difesa dei cittadini. Infine l’appello diretto proprio ai cittadini: «Noi sappiamo proteggervi e lo sapete – conclude Macchi – ma per favore metteteci nelle condizioni di poterlo fare. E quando scendiamo nelle piazze perché qualcosa non funziona stateci accanto: non è solo un nostro problema perché i nostri problemi sono di quelli che non potremo tutelare».