Un drone a caccia di scarichi per salvare il lago

L’idea è del candidato sindaco grillino Steidl e la tecnologia c’è già. «Impossibile scovare gli abusi da terra». Il costo? Sessantamila euro

– Il lago di Varese monitorato dai droni, ovvero da oggetti volanti radiocomandati. Questo è il futuristico il progetto a cui sta pensando l’architetto , candidato sindaco di Varese per M5S. I droni sarebbero dotati di telecamera termica ad alta sensibilità, in modo da individuare gli scarichi che entrano nel lago, anche quelli che scaricano in profondità nell’acqua. «Fare la stessa cosa da terra, passando in rassegna la costa del lago, richiederebbe un dispiego enorme di volontari – spiega Steidl – I droni, invece, consentirebbero di scovare a colpo sicuro anche gli scarichi più nascosti, tracciandone il percorso

fino all’azienda o alla casa da cui provengono. Risalire ai contravventori permetterà di procedere e riportare la situazione nella legalità ». Il progetto – che sarà presentato a breve e a cui sta lavorando un gruppo di studenti dell’Insubria – ha lo scopo di prevenire gli incendi e il dissesto idrogeologico, nonché di individuare scarichi abusivi. Tutto in open source – open hardware, con il supporto di ricercatori appassionati. Il costo dell’operazione ammonterebbe a circa 60mila euro. Il progetto dei droni potrebbe finire anche sul tavolo del consigliere Regionale che ha sollecitato idee per risanare il lago di Varese.