Orino sta con Varese: «Coltiviamo canapa, non droga»

Fa discutere la proposta del Movimento 5 Stelle. La Pro Loco che ha avviato la produzione dice: «In tanti ci hanno contattato, creeremo la filiera»

– Cannabis per uso terapeutico? Varese potrebbe fare da apripista a una tendenza che molti, in campo medico, sono ormai convinti sia necessario portare avanti. Dopo che il consigliere comunale e portavoce varesino del Movimento 5 Stelle ha depositato la mozione per chiedere che il Comune individui terreni e chieda al Ministero l’autorizzazione a coltivare la canapa, gli attivisti varesini rilanciano la loro posizione. «Il gruppo

M5s di Varese, in concerto con gli altri gruppi M5s locali lombardi e italiani, si associa alla battaglia per la regolarizzazione della coltivazione di cannabis per uso terapeutico – scrivono – Ormai quasi due anni fa, infatti, nel novembre 2013, il M5s Lombardia aveva depositato una proposta di legge dal titolo “Modalità di erogazione dei farmaci e delle preparazioni galeniche a base di cannabinoidi per finalità terapeutiche”».

«È necessario colmare il vuoto legislativo in Lombardia. Stiamo parlando infatti di farmaci necessari a cittadini per alleviare dolori e sofferenze, anche insostenibili. Sono pazienti in chemioterapia, che soffrono di glaucomi, artriti o emicranie». E alla proposta plaude, presidente della Pro Loco di Orino, che ha lanciato proprio pochi mesi fa la coltivazione della canapa a scopi alimentari, in questo caso.
«Finalmente sta passando il concetto che la canapa e il consumo di droghe leggere non sono la stessa cosa – dice Moscatelli – i semi che noi utilizziamo sono modificati ed hanno un principio attivo bassissimo».
«Si può dire che quello che facciamo noi sia l’esatto opposto della liberalizzazione dello spinelli, perché la prevenzione all’uso delle droghe arriva proprio dalla conoscenza».

Secondo Moscatelli «servono azioni mirate di sensibilizzazione per far sapere alle persone che cosa significa coltiva la cannabis e che ci sono usi alimentari e terapeutici che nulla c’entrano con la droga». E la coltivazione sarà sempre più diffusa. «Siamo stati contattati da molte persone interessate. Ormai è tardi e si andrà all’anno prossimo. L’idea è di arrivare proprio a creare una filiera. Noi siamo disponibili per consigli o informazioni». In consiglio comunale a Varese, tuttavia, non è scontato che la proposta dei Cinquestelle venga accolta. Il centrodestra appare titubante, anche se non chiude le porte. «I laboratori legati al Ministero già lo fanno

– spiega il consigliere comunale di Forza Italia – almeno in via sperimentale. Può essere un’idea, ad esempio per i malati di cancro, ma attendiamo gli esiti della sperimentazione prima di decidere». E il Pd, principale partito d’opposizione, si divide. Il vice capogruppo è favorevole. «Ritengo sia un passo verso la civiltà e la modernità – spiega Conte – anche se temo che sarà dura ottenere i permessi necessari. Mi risulta, infatti, al momento un solo centro di questo tipo possa operare sotto stretto controllo. Occorre innanzitutto una modifica della legislazione nazionale». Il consigliere comunale del Pd non è tuttavia d’accordo.

«Attualmente il Governo ha autorizzato solo l’Esercito alla coltivazione della cannabis a scopo terapeutico – dice Civati – la proposta del M5s riguarda un tema che non è di competenza comunale».
«Purtroppo in Consiglio comunale continuano ad arrivare questioni che nulla c’entrano con il Comune di Varese: il ricorso dell’esercito prima, la coltivazione della cannabis ora. Suggerisco che ci si occupi dei problemi concreti dei varesini su cui il Comune può agire».