Il business dello sport ha perso quota Varese scivola sulle squadre

Batosta dalla classifica del Sole 24 Ore. Male gli indicatori turismo, promozione e grandi eventi. L’analisi di Alberto Cattaneo, docente Liuc: «Opportunità ma servono risorse, strutture e sistema»

– Lo sport varesino nel 2015 arranca: per Il Sole 24 Ore siamo 24esimi in Italia. «Un po’ poco per la sua vocazione turistico-sportiva» commenta il direttore di Confartigianato Imprese Varese, e appassionato ciclista, Mauro Colombo. Rischiamo di perdere opportunità?
Nel 2014 Varese aveva risalito posizioni, entrando nella “top ten” con l’ottavo posto assoluto dell’Indice di sportività del Sole 24 Ore, a conferma di una solida tradizione sportiva. Quest’anno invece il crollo. A far precipitare le quotazioni soprattutto le macro-aree che si riferiscono agli sport di squadra e agli aspetti economico-sociali.

Nel primo caso, dalla dodicesima posizione dello scorso anno, grazie alle “punte” di Varese calcio, Pallacanestro Varese e Unendo Yamamay Busto Arsizio, la nostra provincia scende fino al 42esimo posto, facendosi superare persino da province di scarsa tradizione come Crotone, Ancona e Chieti.
Evidentemente hanno pesato le retrocessioni di Varese e Pro Patria nel calcio. Ma anche in termini di aspetti economici e sociali (che comprendono parametri come turismo, grandi eventi ed enti di promozione sportiva), Varese cola a picco, scendendo dal nono al 43esimo posto in graduatoria.
Non bastano gli exploit dei nostri campioni negli sport individuali (da Federico Morlacchi ad Arianna Castiglioni e Roberto Marcora), macro-area in cui la provincia di Varese recupera posizioni, passando dal sedicesimo posto del 2014 al decimo di quest’anno, prima in Lombardia in questa sezione.
«Prendiamo la classifica come uno spunto su cui riflettere, ma senza fasciarsi più di tanto la testa – l’invito di Alberto Cattaneo, docente di ordinamento sportivo nel percorso di laurea triennale in management dello sport della facoltà di economia e commercio dell’università Liuc di Castellanza – io leggerei il bicchiere mezzo pieno, perché se uno dei parametri è il calcio professionistico, il Varese e la Pro Patria che retrocedono di certo fanno perdere molto credito alla nostra provincia, ma ciò non toglie che sul nostro territorio ci siano tante società di calcio che fanno attività giovanile di ottimo livello. Non sono i picchi o le eccellenze, nel senso dei risultati, a fare la differenza, se non nelle classifiche e nelle statistiche. Ecco perché questo dato ci suggerisce di cercare soluzioni per risollevare il mondo dello sport in provincia di Varese, ma va preso con le pinze».
Ad esempio, ci si può consolare con il fatto che la Lombardia in generale arranca: la provincia “più sportiva” è Brescia, appena 17esima, mentre dietro a Varese, per arrivare ai “cugini” di Como occorre scendere fino al 44esimo posto in classifica. L’impressione però è che, dietro a questa discesa libera dell’Indice della sportività, possano celarsi opportunità mancate, anche da un punto di vista economico. Perché lo sport è sempre più business, ma anche portatore di ricchezza, laddove si riesce a coniugare con il turismo.
E in una provincia come quella dei laghi, che ben si presta a tante attività sportive (lo hanno pensato subito i cinesi della Vanke quando sono sbarcati a Varese per Expo), sarebbe un vero peccato. «È vero, tanto più un substrato sportivo è vivo e tanto più genera ricadute economiche, non solo circoscritte al fatto sportivo in sé – ammette Alberto Cattaneo – però teniamo conto del fatto che gli eventi sportivi, il turismo sportivo e anche i grandi club hanno bisogno di risorse economiche, ma anche di strutture e di un sistema, a corollario, che li sostenga».

«Le fughe in avanti da questo punto di vista non generano ricadute, se ad esempio organizzo un grande evento internazionale senza avere una ricettività e una viabilità adeguata per far arrivare i turisti». L’esempio dei mondiali di ciclismo viene quasi automatico: «Chiediamoci se i benefici che ha prodotto abbiano dato realmente continuità a quell’investimento. Varese è stata al centro del mondo del ciclismo e ha avuto grande visibilità, ma poi?».
Altri esempi emblematici che cita Cattaneo sono lo hub degli australiani a Gavirate, che invece porterebbe benefici sul territorio, oppure il caso della piscina Manara di Busto Arsizio, che da settembre ospiterà una squadra di serie A di pallanuoto, con l’indotto commerciale e immobiliare che ne consegue.