Si è avverata la magia. Domenica Mustonate si è trasformato ancora una volta in un regno da favola, dove cocchieri con il cappello a cilindro guidavano carrozze accompagnati da splendide dame, con vestiti lunghi ed eleganti. Suggestione, ma anche sport. Il quartiere – già ribattezzato “piccola Inghilterra” per i prati verdi e le atmosfere raffinate – è stato ancora una volta lo scenario ideale del concorso internazionale di attacchi di tradizione. Un appuntamento che richiama un folto pubblico di sognatori, nonché qualche donzella alla ricerca del principe azzurro. I partecipanti al
concorso non devono limitarsi a condurre la carrozza senza penalità, ma devono interpretarla, scegliendo vestiti e accessori attinenti al periodo storico del proprio «cocchio», senza lasciare nulla al caso. «Mio padre Santino ha iniziato da bambino ad amare gli attacchi e mi ha trasmesso la stessa passione – spiega , di Serravalle Scrivia– Se su un’auto basta salire e accendere il motore, qui si tratta di fare un gran lavoro. I cavalli vanno abituati a lavorare insieme, attaccati nel modo giusto, poi bisogna guidarli. Si riscopre la magia del viaggiare».
, cittadina Svizzera, ha gareggiato con un costume tipico bernese e con una carrozza Break elvetica: «Partecipiamo a questi eventi per non lasciare morire la tradizione – spiega – Per calarmi ancora di più nella parte, ho imparato a suonare una piccola fisarmonica e un mandolino».e sono arrivati da Ligornetto e hanno gareggiato con la stessa carrozza che nel 1900 usava il medico condotto per andare a visitare i suoi pazienti: «Tutte le volte è come tornare indietro nel tempo. È già un’emozione provare cosa significava tornare a quando l’auto non c’era, quando poi ci si trova in posti meravigliosi come qui a Mustonate, allora ci si sente davvero felici».
Equipaggio tutto femminile quello di e , di Ivrea. Una aveva il cavallo (il frisone Teo, di otto anni), l’altra il passato da agonista: insieme hanno creato un team. Ci sono gli allenamenti in pista, ma anche le sessioni di shopping: «Quando entriamo nei negozi l’occhio cade su tutti i vestiti che potrebbero andare bene con la carrozza d’epoca. Abbiamo diverse tenute, per Mustonate abbiamo scelto il rosso scozzese».
Direttamente dai primi del ‘900 è arrivata anche , di Alessandria: «Il mondo dei cavalli è unico – afferma – Ho scoperto solo recentemente gli attacchi, ma è stato come intraprendere un viaggio indietro nel tempo. C’è la parte sportiva, e poi c’è la ricerca degli accessori, cappelli, guanti, scialli, che è davvero divertente».
Impeccabile, elegantissimo, non poteva mancare, di Milano, che quest’anno ha vinto il titolo di campione italiano: «Ho un passato di cavaliere, ma da cinque anni ho ripreso gli attacchi, disciplina che avevo abbandonato per un periodo. È un hobby, ma che mi occupa gran parte della giornata, perché amo collezionare e cambiare spesso le carrozze».
«Un amante dei cavalli non può non appassionarsi alla disciplina degli attacchi – commenta , di Treviglio, accompagnato in gara dalla moglie Franca – Ho provato tutto: gli ostacoli, la monta americana e infine la carrozza». Da lì, infatti, si guarda il presente dall’alto e il passato dritto negli occhi.
Soddisfatto il padrone di casa, : «La giornata è stata davvero un successo. Sono contento del risultato e dello spettacolo offerto al pubblico, che ha potuto trascorrere una domenica diversa, vedendo le gare sul prato».













