Investe 50 anni di risparmi ma si ritrova prosciugato

Sessanta varesini parte civile nel processo Monte Paschi Siena. Il Movimento Consumatori: «C’è ancora tempo, fatevi avanti»

– Processo Monte Paschi di Siena: il Movimento Consumatori di Varese si è costituita parte civile in giudizio. In tutto sono circa 60 i varesini che si sono ritrovati con un pugno di mosche dopo aver investito i loro risparmi nel derivato Alexandria (poi risultato tossico) rivolgendosi al Movimento Consumatori per vedere tutelati i loro interessi.
L’associazione è rappresentata dall’avvocato varesino che in aula a Milano ha presentato la costituzione a nome dei clienti Mps prosciugati: «E c’è ancora una possibilità per tanti altri di farsi avanti. Probabilmente non è troppo tardi. L’appello per i consumatori varesini vittime di questa vicenda è di contattare Movimento Consumatori Varese. Vi assisteremo».

I vertici di Monte Paschi di Siena rispondono a vario titolo di aggiotaggio, falsa comunicazione sociale, falso in bilancio e manipolazione del mercato.
Per l’accusa, «gli imputati agendo in concorso quanto meno tra loro con l’intenzione di ingannare i soci e il pubblico per conseguire per sé e per gli altri un ingiusto profitto», avrebbero esposto fatti non veritieri o omesso dati su Mps tali da danneggiare non solo l’istituto di credito, ma anche tutti i propri soci.
Tra i varesini ci sono il pensionato che si è visto bruciare il denaro messo da parte in 50 anni di lavoro per far fronte alle emergenze eventuali (o per godersi il meritato riposo) una volta smessa la propria attività.
C’è il professionista quarantenne che in quel denaro aveva riposto tutte le speranze per avviare un’attività in proprio.
E c’è la coppia che s’è vista bruciare in un istante il paracadute per il mutuo qualora la disoccupazione si fosse abbattuta su uno dei due componenti, oppure su entrambi. Tutti loro saranno rappresentati in giudizio e, in caso di condanna, si vedranno assegnare un risarcimento. «Probabilmente ci sono altri soci varesini che non si sono rivolti a Movimento Consumatori – dice Franchi – O hanno pensato, a processo iniziato, che fosse troppo tardi».
In realtà gli imputati a quanto pare hanno manifestato la volontà di non chiedere riti alternativi. Pare vogliano andare a dibattimento affrontando il processo ordinario in caso di rinvio a giudizio. Il 27 novembre si chiuderà la fase dell’udienza preliminare.

Poi se, come si suppone, il rinvio a giudizio arriverà, si aprirà il processo vero e proprio. «Ed è in quella sede che nuove parti civili potranno costituirsi in giudizio e vedersi così rappresentate quali parti lese in seno al procedimento», dice Franchi.

Oppure contattando il numero 0332/81.05.69 o scrivendo all’indirizzo e mail [email protected]