VARESE – Bimba contesa tra Italia e Inghilterra: la ragazzina ascoltata da un perito confessa che il padre ha abusato sessualmente di lei. La piccola ha nove anni. Il caso era esploso ad inizio agosto. La bimba è cittadina inglese e in Inghilterra vive con il padre. I genitori della bimba sono separati: la madre ha un nuovo compagno, dal quale ha avuto un altro figlio, e oggi vive in Italia in un comune alle porte di Varese. La ragazzina è affidata al padre ma trascorre le vacanze estive qui, con la mamma.
Ad agosto, poco prima del rientro in Inghilterra previsto per il 17 di quel mese, la bimba ha supplicato la madre: «Ti prego non mandarmi da papà. Beve, mi picchia è cattivo con me». La madre segnala l’accaduto all’autorità giudiziaria che, però, dopo aver avvertito le autorità inglesi, non può trattenere la bambina. La piccola, però, in aereo, in attesa del decollo ha un attacco di panico tale da convincere il pilota non solo a non partire, ma a chiamare il 118. Una crisi terribile certificata a quel punto da un referto sanitario. L’appiglio per tenere la bambina qui. Il pubblico ministero di Varese avverte la procura dei minori di Milano, che collabora alle indagini. E viene deciso che la ragazzina va ascoltata da un perito, in forma ufficiale.
Quello che la bimba conferma in sede di perizia è devastante: la ragazzina spiega che il padre abusa di lei sessualmente. Lo avrebbe fatto, secondo quanto dichiarato dalla minore, in più occasioni. Non c’è mai stato, secondo la parole della bimba, un rapporto completo ma il padre l’avrebbe in più occasioni toccata nelle parti intime e si sarebbe a sua
volta fatto toccare. L’uomo nel frattempo ha denunciato la ex compagna alle autorità inglesi che tramite l’Interpol hanno intimato la restituzione al padre della bimba: per gli inglesi la piccola viene trattenuta in Italia in modo illegittimo. La risposta dell’autorità giudiziaria italia a questo punto è quella stessa perizia nella quale la ragazzina conferma di aver subito abusi sessuali dal padre.
Attraverso il ministero di Giustizia l’atto relativo alla perizia sarà trasmesso d’urgenza alle autorità inglesi. Per l’autorità giudiziaria italiana, a questo punto, che la madre trattenga la figlia sino a quando la vicenda non sarà chiarita non è illegittimo ma rispetta il principio in base al quale il bene primario è quello del minore.
La madre della ragazzina è ovviamente motivata a trattenere qui la piccola: “«Che le autorità inglesi vengano qui a vedere in che condizioni è mia figlia», avrebbe replicato la donna a fronte dell’ordine di rimandare la piccola in Patria.













