Molotov nella casa di MeraniSi indaga sugli amici di Dean 

Molotov nella casa di MeraniSi indaga sugli amici di Dean 

VARESE Un gesto di rabbia, o un avvertimento che vuole preludere a qualcos’altro di ben peggiore? Il giorno dopo il lancio di una molotov nel giardino della casa di Jacopo Merani gli inquirenti si interrogano sul significato di quanto avvenuto. Le indagini sono orientate nell’ambiente frequentato dal diciassettenne.

Prima ancora di individuare gli autori di quel gesto, per il quale la mamma di Jacopo Merani, la signora Patrizia, ha presentato denuncia ai carabinieri (peraltro, sono stati danneggiati anche i contatori del gas, sostituiti già nelle stessa mattinata), si vuole decifrare il messaggio di un’azione così violenta e dallo scopo chiaramente dimostrativo. A tal proposito gli inquirenti non mostrano alcun dubbio a collegare l’episodio con l’uccisione del diciassettenne Dean Catic, trovato dentro ad un cellophane, sepolto nell’orto della villetta di via Duno, dopo essere stato massacrato a coltellate e finito a colpi di piccone.

Una fine terribile, per la quale sono ora in carcere Jacopo Merani e Andrea Bacchetta. Succedeva tre mesi e mezzo fa, e mercoledì mattina uno striscione apparso nell’immediatezza dell’esplosione della molotov, proprio di fronte alla villetta, ne ricordava la memoria. Una firma inequivocabile per gli inquirenti, coordinati dal pm Agostino Abate, lo stesso magistrato titolare della inchiesta sull’omicidio di Dean Catic. Interpellato per telefono, il fratello della vittima, Dennis, non vuole rilasciare

dichiarazioni. Era stato lui, un mese dopo la morte del fratello, a invocare vendetta in diretta tv, ospite di una trasmissione del pomeriggio della Rai. Equalche giorno dopo, a caricare su facebook il video-collage con la musica di un rap in tedesco, con immagini tratte dal film «V for vendetta». Evendetta, in italiano, era la parola che ricorreva con maggiore frequenza nella canzoni e nei testi che scorrevano in sovrimpressione sulle immagini. F.Ton.

e.marletta

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