Scuola, beffati dal sudLecce batte Varese 35 a 4

Scuola, beffati dal sudLecce batte Varese 35 a 4

VARESE Gli studenti che hanno superato la maturità con il massimo dei voti? Al sud sono di più. Lampante il confronto tra due comuni omogenei per numero di abitanti: Varese e Lecce, con rispettivamente 4 e 35 eccellenze. Senza attraversare tutto lo stivale, anche in Lombardia ci sono state disparità. Il Daniele Crespi di Busto Arsizio ha sfornato 5 studenti “centolodisti”,

a parimerito con l’istituto Aselli di Cremona, lo Zucchi di Monza e il Gandini di Lodi. In tutti gli altri istituti lombardi ci si attesta su una, massimo due eccellenze. I presidi della nostra città concordano: «bisogna trovare metodi uniformi di giudizio». Tanto  più che i ragazzi che otterranno il 100 e lode riceveranno dal Ministero un bonus di mille euro.

Iniziamo dal comune di Varese. Al top si afferma il classico Cairoli, con Denis Peroni e Sara Ravasio. Al Manzoni una  eccellenza: Cristina Moretti. Anche allo scientifico Ferraris ha preso il massimo solo Marco Bevilacqua. All’isis Stein di Gavirate la più brava è stata Sara Belingheri. Per il Grassi di Saronno, Stefania Bertuolo e, per il Zappa, Miriam Luisetto. A Tradate: Donadini Mario. A Gallarate quattro eccellenze: Greta Lamberti al liceo Classico Pascoli e Paolo Colbertaldo, Luca Turri, Filippo Zaro allo scientifico Da Vinci. Nove a Busto Arsizio: al Crespi Ilaria Forasacco, Ilaria Gianesello, le gemelle Claudia e Monica Moroni e Chiara Iametti. Al Candiani: Laura Cavelli e Sara Viganò. Al Tosi: Silvia Garegnani e Marco Massironi.

Al liceo Classico Cairoli i 100 e lode sono stati 2, uno in meno dell’anno scorso. In compenso, i 100 sono stati 5 in più. Mentre il 100 si ottiene sommando i risultati degli scritti, dell’orale e dei crediti accumulati in tre anni, la lode viene data secondo parametri scelti da ogni commissione. «Nella mia scuola sono stati rigorosi, l’eccellenza è stata data solo ai bravissimi» conferma Daniela Tam Baj, preside del Cairoli. «Potenzialmente 6 ragazzi avrebbero potuto prendere la lode, ma ce l’hanno fatta solo in due». Come mai? «Il tema sui social network ha attratto, ma gli elaborati sono stati poco critici e poco argomentati. E’ bastata una prova da 14 punti, anziché 15, a far sfumare la lode. Non credo che al sud abbiano regalato i voti, ma nessuno può escludere che la benevolenza sia stata maggiore».

La stretta sul rigore indicata dal ministro ha abbassato i voti? «Nel nostro DNA c’è la cultura austroungarica e le valutazioni sono più modeste. Ma l’analisi delle competenze fa vedere che le scuole del nord, mediamente, preparano meglio i ragazzi». Sta di fatto che il bonus da 1000 euro, da noi, lo prenderanno in pochi. «Forse sarabbe meglio che gli studenti meritevoli fossero sostenuti durante il percorso universitario, una misura che hanno già adottato alcuni atenei».Luisa Oprandi, vicepreside del Manzoni, commenta: «Il Ministero non si è preoccupato di uniformare le valutazioni introducendo delle griglie. Inoltre, la formulazione della terza prova, creata da ogni singola commissione, è discriminante. Un altro esempio: per valutare la condotta ognuno ha fatto come ha voluto. Inoltre, i cambiamenti sono stati introdotti tardi rispetto all’inizio dell’anno scolastico. Quelli che ci hanno rimesso sonos tati i ragazzi».Adriana Morlacchi

e.marletta

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google