(m.tav.) Non solo le ronde. A Varese ci sarà l’impegno per la tolleranza zero anche contro i graffiti che sporcano i muri della città. È una promessa, questa, dell’assessore alla sicurezza Fabio D’Aula (Pdl) il quale sottolinea come nello stesso decreto che introduce le ronde, sia previsto anche un inasprimento contro gli imbrattamenti dei muri. E l’assessore vuole dare battagli proprio ai fenomeni che rappresentano un problema di degrado urbano. La richiesta dell’amministrazione è già finita sul tavolo del comandante della Polizia Locale Gianni Degaudenz. «Da oggi il nuovo decreto prevede anche l’inasprimento delle sanzioni relative al codice della strada – spiega D’Aula – ho chiesto quindi al comandante Degaudenz un forte impegno nel contrasto ai fenomeno di degrado urbano, innanzitutto contro i writers, ovvero chi imbratta i muri ed il suolo pubblico. Mi attendo dei riscontri estremamente positivi».In effetti, la città giardino ha subito negli ultimi anni dei veri e propri attacchi al decoro urbano. Diverse aree del centro storico sono state imbrattate con graffiti che non hanno nulla di artistico. Perché il problema è proprio questo: creare una discriminante tra
segni senza alcun significato e altri graffiti che, se proprio non possono essere tollerati, magari vengono apprezzati. E questa è la contraddizione che si trova all’interno del centrodestra, dove il Pdl ha fatto di tutto per inserire nel decreto l’inasprimento contro i wrtiters. Mentre la Lega non ne è mai stata convinta. Non per niente, i muri sono, per i leghisti, i libri dei popoli. E da sempre i militanti di Bossi usano le pareti per scrivere i proprio messaggi politici. Da questo punto di vista, la provincia di Varese è una specie di sacrario a cielo aperto della Lega. «È evidente i muri per decenni sono stati un modo per veicolare i nostri messaggi – spiega il capogruppo lumbard Sergio Ghiringhelli – forse, all’inizio della nostra storia, erano anche il modo principale. C’è da dire che le nostre scritte non hanno mai colpito monumenti o palazzi di pregio, come invece avviene ad opera dei vandali». Ed infatti, secondo Ghiringhelli, c’è un’importante discriminante da fare. «I leghisti hanno sempre usato i muri per lanciare messaggi – dice – scrivendo su edifici già degradati».
e.marletta
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