Questa volta scompare anche il tandem di un ragazzo autistico, scatenando indignazione, solidarietà e voglia di riscatto: «Bisogna imparare che la scuola è un bene comune, e un danno provocato alla scuola è un danno innanzitutto contro se stessi», spiega la mamma del ragazzo.
Un tandem non è una semplice bicicletta. Quello di Matteo poi è davvero speciale: è un mezzo eccezionale per relazionarsi con chi lo guida e anche con la città che impara a conoscere pedalando senza rischi in lungo e in largo, dalla Schiranna al Poggio di Velate. «Conosco Matteo dalle elementari – racconta Monica Stramaccia, docente che coordina le attività del sostegno – È autistico, sì, ma anche molto curioso e con ottime abilità fisiche da incanalare come veicolo di conoscenza». Così, due anni fa, in occasione della pedalata annuale promossa da Ciclocittà per le scuole, si accende una lampadina: «La mamma di Matteo aveva un tandem e l’abbiamo usato per partecipare alla manifestazione», racconta Michele Orlandi, l’educatore della cooperativa Totem che si prende cura di Matteo. Ed è stata una rivelazione: «Mi sono accorto di quanto gli piacesse pedalare e soprattutto di come questa attività migliorasse la nostra relazione», spiega Michele. Matteo parla poco, ma il Tandem crea per lui nuovi canali di comunicazione. «In aula abbiamo una mappa della città su cui appendiamo le foto scattate durante le nostre gite e la mattina lui mi tira e mi mostra dove vuole andare», spiega Michele. «Attraverso il tandem Matteo impara a conoscere la città, a relazionarsi e conquista nuove autonomie», spiega la docente.
Nella notte tra il 7 e l’8 agosto, ignoti si introducono a scuola, rubano il mixer, i microfoni e altre attrezzature musicali dall’aula magna. Poi forzano la porta della palestra. Non toccano nulla, né palloni né materassi: scompare solo il tandem di Matteo. «L’abbiamo scoperto al rientro dalle ferie», racconta la mamma, , dispiaciuta non solo per il tandem che non potrà ricomprare, ma per tutto ciò che rappresenta: «Gli autistici non interagiscono
normalmente ma hanno una grande sensibilità, e quindi hanno bisogno di amici», spiega. Per Matteo quindi, che non è inserito nella classe, il tandem è anche il mezzo con cui ha stretto amicizia con Michele, il suo educatore. E poi il gesto: «Nell’ultimo anno ci sono stati diversi furti alla Pellico, e in altre scuole della città. Sembra si sia persa la consapevolezza del bene comune come cosa propria, da difendere e tutelare».
La notizia del furto veicolata dal passa parola e dai social ha mosso molte persone a gesti di solidarietà. A cominciare da una signora che si è offerta di regalare a Matteo un altro Tandem, passando dall’idea di promuovere delle collette, anche all’interno del corpo docente: «Una cosa è certa – assicura la sua insegnante – Matteo avrà di nuovo un tandem per continuare a crescere».













