– Buco da 100mila euro nei bilanci del De Filippi: condannata a due mesi (pena sospesa) una dipendente infedele. Il danno è però già stato risarcito e l’istituto ritira la querela. Il processo si è rapidamente svolto ieri mattina.
Dopo la remissione della querela da parte del De Filippi i testimoni sono stati rimandati a casa: la corte ha acquisito gli atti.
Secondo quanto accertato la dipendente, dal 2010 al 2013, ha ricoperto incarichi come contabile in seno al collegio. Nel 2011, poiché anche insegnava, è stata premiata come una dei docenti più meritevoli. La gestione dei conti, però, non era il suo forte. E nemmeno quella della partecipazione ai bandi pubblici: avrebbe infatti sbagliato e consegnato in ritardo i documenti per l’accesso a dei finanziamenti regionali, facendo perdere al De Filippi sovvenzioni considerevoli.
Secondo l’accusa la dipendente non avrebbe sottratto il denaro dai conti dell’istituto. Non si è trattato di appropriazione indebita: insomma non ha attinto al denaro della scuola per fare la bella vita. Ha usato i conti del De Filippi per pagare altre aziende.
Ha fatto della finanza creativa, inspiegabilmente. Ha spostato somme da un conto all’altro, cercando di coprire i buchi. Quanto accaduto ha più a che fare con l’incompetenza, secondo quanto constatato dagli inquirenti, che con la disonestà.
Quando l’ammanco è saltato fuori la direzione del De Filippi ha sporto denuncia. Le indagini hanno portato dritte alla contabile.La donna ha lasciato tracce in grande quantità sulla documentazione. È arrivata così la richiesta di rinvio a giudizio. E quindi si è aperto il processo.
L’imputata, non senza sforzi, ha risarcito il De Filippi sino all’ultimo euro. E l’istituto ha ritirato la querela.In virtù di questo il giudice ha condannato l’imputata, incensurata, a due mesi con pena sospesa e non menzione.
La donna sino al 2013 è stata dipendente fidata e di lunga data del De Filippi. La direzione era amareggiata per l’accaduto. Amareggiata e dispiaciuta per tutta la vicenda. Il caso è chiuso. L’accusa non ricorrerà in appello. La condanna resta. Ma la dipendente potrà andare avanti.
Certo dovrà trovare una nuova occupazione. Non nel settore contabile.












