Gabbie salariali?Una proposta del Pd

Gabbie salariali?Una proposta del Pd

VARESE (f.man.) Bossi rilancia le gabbie salariali, Berlusconi apre al dialogo. A suo tempo ne aveva parlato anche lei, è corretto?Prima ancora che avanzassi questa ipotesi – spiega Daniele Marantelli, deputato del Pd – avevo proposto di fare un manifesto dell’Ulivo per il Nord sulla questione salariale; era il 2001, facevo parte del gruppo di lavoro di Fassino alla vigilia delle elezioni. L’idea era stata accolta con un atteggiamento quasi ironico. Non riusciamo mai a guardare in faccia ai problemi per quello che sono e stando agganciati al territorio. La politica in generale non ha mai riconosciuto davvero la spaccatura tra Nord e Sud, e con “la politica” includo anche quelli che oggi avanzano la proposta delle gabbie salariali.Sono la risposta giusta al carovita che penalizza il Nord?Premetto che è una questione che si è presentata non otto giorni, ma otto anni fa. Scoprire oggi che la vita al Sud costa meno è scoprire l’acqua calda, ma rispondere con le gabbie salariali vuol dire appiccicare un’etichetta sul problema senza risolverlo, un po’ come quando etichettano me come il «leghista rosso» ma continuano a non preoccuparsi delle questioni del territorio. Le gabbie sono uno slogan: qui dipende tutto dal rapporto tra datore di lavoro e dipendente, che esula dal luogo comune. Oggi il dipendente che ha bisogno un prestito per comprarsi la casa lo chiede al datore

di lavoro prima che alla banca. Dobbiamo tenere presente la realtà e liberarci dagli stereotipi del passato. Cosa non funziona allora nella proposta?La retribuzione non è qualcosa che si può imporre per legge nella larga maggioranza dei casi ma è fattibile solo per il pubblico impiego. Berlusconi e Bossi hanno lanciato il solito slogan estivo, che è anche efficace perché individua un problema reale; come si fa a dire che non siamo d’accordo con l’adeguare lo stipendio al costo aumentato della vita? È una proposta di buon senso che dimostra attenzione alla gente; li sfido, però, a realizzare quello che si propongono invece di riempire le pagine dei giornali, indicando chiaramente con quali modalità attuarlo. Lo facciano almeno per il settore pubblico visto che hanno la maggioranza per farlo. La sua proposta?Fatto 100 lo stipendio di un lavoratore, non vedo lo scandalo nel proporre che per l’80 sia stabilito a livello nazionale, il 10 a livello territoriale e il restante 10 a livello locale. Il punto più delicato sta a livello territoriale perché è qualcosa di cui gli imprenditori non vogliono sentir parlare. So che una proposta su questo tema rappresenta una sfida piena di incognite, ma prima o poi andrà affrontata. Scommetto però che chi ha proposto oggi le gabbie salariali non saprebbe nemmeno leggere una busta paga se ne avesse una sotto il naso.

e.marletta

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