Tre ruote intorno al lago. Tre metri sopra il cielo

Handbike e non solo. Edizione straordinaria per numeri ed entusiasmo quella andata in scena ieri

Il bello della vita è che tutto è possibile, basta volerlo. Lo hanno dimostrato, con la loro magnifica corsa, i 113 atleti di handbike che hanno affrontato i 25 chilometri della «tre ruote intorno al lago». Uno spettacolo vederli, tanto è vero che quest’anno a tifare per gli atleti c’era parecchio pubblico disposto lungo il percorso.

Il primo a tagliare il traguardo è stato Paolo Cecchetto che ha completato il percorso di 25 chilometri in 36 minuti e 23 secondi, il miglior tempo in assoluto (polverizzato il suo record personale di 38 minuti e 44 secondi). Del resto stiamo parlando di un atleta che ha guadagnato l’oro alle Olimpiadi.

«Il mondo paralimpico sta crescendo in maniera esponenziale e questa di Varese è una delle gare più importanti dopo il Giro d’Italia – ha detto Pierangelo Santelli, presidente regionale del Comitato Paralimpico – Gli atleti in Brasile hanno davvero meravigliato, da Federico Morlacchi (che ieri ha dato il via agli atleti e presenziato alle premiazioni, ndr) a Bebe Vio, passando per tutti coloro che hanno superato i limiti, giocando

a tennis da tavolo con la bocca, tirando l’arco con i piedi». In questo clima di entusiasmo non sorprende che l’edizione di quest’anno delle «tre ruote intorno al lago» abbia superato le precedenti in termini di partecipazione: oltre agli atleti di handbike, si sono sfidati circa 50 staffette e 650 podisti per «il giro del lago di Varese», manifestazione valida come Campionato Individuale sulla distanza della mezza maratona.

«È stata un’edizione veramente fortunata e ben organizzata – commenta Daniela Colonna Preti, presidente della Polha, associazione che ha organizzato l’evento insieme al Gruppo Aziendale Maratoneti della Whirlpool – Vincente l’idea di allestire il villaggio nell’area feste della Schiranna, dove abbiamo avuto gli spazi consoni per tutte le nostre attività».

Notevole anche il contributo di circa 280 volontari, tra cui alpini, protezione civile dei diversi comuni, forze dell’ordine, radioamatori, apripista del Cral Whirpool, del moto club Azzate e del Fiat Club 600.

«Abbiamo risollevato le sorti della manifestazione che era un po’ in decadenza, abbiamo raccolto consensi, nessuno si è lamentato di nulla, tutti sono stati soddisfatti» aggiunge Luciano Rech, presidente di Gam Whirlpool.

Un’edizione da 10 e lode, quindi, se non fosse stato per il bagno chimico trafugato al traguardo dei 10 chilometri. E per la tristezza di dover aprire la manifestazione con un minuto di silenzio per ricordare, oltre al professore Enrico Arcelli, anche Lorenzo Mazzini, il giovane atleta di 15 anni la cui vita si è interrotta venerdì scorso in un incidente.

E Thomas Lokomwa, atleta africano vicino a Africa&Sport (onlus coorganizzatrice della manifestazione), vincitore per due edizioni della StraMilano, che è morto in Kenya appena poche ore prima di prendere l’aereo che lo avrebbe portato in Italia a correre intorno al nostro lago.