Il ministro delle riforme Maria Elena Boschi a Varese per sostenere il Sì. Una sfida, per il presidente del comitato provinciale per il Sì Giuseppe Adamoli. La “madrina” della riforma Costituzionale troverà una Città Giardino senza leghisti: «La ignoriamo – annuncia il segretario provinciale del Carroccio Matteo Bianchi – saremo tutti a Firenze alla grande manifestazione per il No organizzata dal segretario federale Matteo Salvini».
A maggio, quando Maria Elena Boschi era attesa a Varese per la campagna elettorale di Davide Galimberti, la Lega Nord varesina aveva previsto una contromanifestazione con Claudio Borghi, riferendo che la ministra «non era gradita» nella città-simbolo del Carroccio. Poi l’improvvisa scomparsa del presidente della Camera di Commercio fece saltare l’appuntamento, e lo scontro. Oggi, in una Varese che ha “cambiato verso” eleggendo Galimberti sindaco, i leghisti saranno tutti fuori città, visto che dalla nostra provincia oggi sono in partenza sei pullman (senza contare chi si sposterà in auto o in treno) diretti a Firenze, per partecipare alla manifestazione per il No indetta da Salvini. «La Boschi? La ignoriamo, perché saremo a Firenze – afferma Matteo Bianchi, segretario provinciale del Carroccio – ci rammarichiamo solo del fatto che utilizzi soldi pubblici per andare in giro a fare campagna elettorale per il Sì». Ma quella lanciata con la presenza del ministro Boschi, che sarà al teatro Santuccio oggi alle 17.30, è una sfida dritta al cuore del consenso storico del centrodestra. «Il fatto che il ministro, che gira in lungo e in largo l’Italia, non si sia dimenticata di Varese, è un segno di attenzione, anche perché è molto probabile che il Sì sia molto forte al Nord e meno al Sud – fa notare il presidente del comitato provinciale del Sì Giuseppe Adamoli – è qui, in Lombardia e nel Nord, che ci misuriamo tutti i giorni con la distanza di efficienza, di tempi, di rapidità, con i grandi Paesi europei nostri concorrenti sul piano economico. È qui che vogliamo dimostrare che il nostro Paese si appresta ad attuare nei prossimi anni, se vincerà il Sì, una condizione di amichevole accoglienza di tutti gli investimenti esteri di cui c’è bisogno per aumentare l’occupazione e per fare il salto di qualità». Ecco perché la Boschi cercherà di convincere i varesini: «Io ho fiducia che la provincia di Varese mostri un alto gradimento per questa riforma – sostiene Adamoli – perché è vero, il vento dell’innovazione spira dal Nord e questa volta dovrà spirare a vantaggio di questa riforma».













