Libero il giovane che domenica ha picchiato un controllore “reo” di avergli chiesto il biglietto. Autolinee Varesine condanna l’accaduto e elogia i controlli svolti sui mezzi dagli agenti del comando di polizia locale. Mentre ex poliziotti ed ex carabinieri in pensione sono pronti a mettersi a disposizione come volontari per monitorare la situazione sui mezzi di trasporto. Ha patteggiato a sette mesi (con pena sospesa) il giovane ghanese di 27 anni arrestato domenica pomeriggio dagli agenti della squadra volante della questura di Varese dopo aver picchiato e mandato in ospedale un controllore. Il ragazzo era finito in manette con l’accusa di violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Il ventisettenne, incensurato, regolarmente in Italia, residente a Torino dove lavora come magazziniere si trovava a Varese in visita ad una famiglia di connazionali che lo aveva ospitato nel 2011. Al giudice non ha saputo spiegare il perché di quel comportamento estremamente aggressivo: ha detto di essersi spaventato e di aver perso a testa. In aula si è detto pentito dell’accaduto scusandosi. L’accaduto ha suscitato un’ondata di solidarietà nei confronti della vittima e di condanna (a tratti ferocissima) nei confronti dell’aggressore. La stessa Autolinee Varesine
è intervenuta sull’accaduto condannando «fermamente l’incivile gesto» esprimendo «la piena e totale solidarietà nei confronti dei propri dipendenti rimasti contusi nell’accaduto, mentre svolgevano semplicemente il proprio lavoro: al tempo stesso, un ringraziamento sincero e mai scontato va alle forze di polizia prontamente intervenute sul luogo del misfatto, tanto da aver immediatamente posto in arresto l’aggressore», aggiunge l’azienda in una nota ufficiale. «Fortunatamente, dallo scorso settembre sono state introdotte, in accordo col Comune di Varese, azioni congiunte tra dipendenti di Autolinee Varesine e uomini del comando cittadino di polizia locale per garantire maggiore sicurezza sia al personale viaggiante, sia ai passeggeri», spiega ancora Autolinee Varesine. L’azienda auspica dunque la prosecuzione e il rafforzamento di tali azioni per fare in modo che non si verifichino mai più situazioni in grado di minacciare chi svolge regolarmente il proprio lavoro o chi usufruisce del servizio pubblico». E in supporto potrebbero arrivare anche degli “osservatori” in più. «Come volontari – spiega Giuseppe Esposito, responsabile dello Sportello di collegamento tra Cgil e Questura – siamo a disposizione. Siamo poliziotti e carabinieri in pensione, con adeguata formazione quindi, pronti a viaggiare sui mezzi pubblici monitorando questo tipo di situazioni».













