Galimberti e l’esercito. «A Varese non c’è bisogno»

Il sindaco e il vicesindaco hanno partecipato al Tavolo per la sicurezza in Prefettura ieri mattina

Presidiare sempre di più territorio in sinergia tra le forze dell’ordine e l’amministrazione comunale, ridurre i fenomeni di degrado. Queste sono le soluzioni emerse dal tavolo sulla sicurezza che si è tenuto ieri mattina in Prefettura, alla presenza del Prefetto Giorgio Zanzi, del Questore e dei comandanti dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Per il Comune di Varese c’erano il sindaco Davide Galimberti e il vicesindaco Daniele Zanzi. I dati discussi durante l’incontro – durato più di due ore – mostrano che la situazione è sotto controllo e che i reati in

città sono in diminuzione rispetto agli anni precedenti. Ma piazza Repubblica, così come altre zone cittadine (tra cui via Como), sono percepite come insicure dai cittadini, da qui l’esigenza di prendere provvedimenti. «È stata rimarcata l’esigenza di una sinergia tra forze dell’ordine e amministrazione – sottolinea Galimberti – Inoltre si sta mettendo in campo tutta una serie di iniziative per diminuire la percezione di insicurezza. Maggiore presidio del territorio e riduzione di tutti i fenomeni di degrado sono tra gli obiettivi di questa amministrazione che stiamo già percorrendo con diverse azioni concrete».

Galimberti, ai microfoni di Effetto Giorno su Radio 24, rispondendo al conduttore Simone Spetia che gli chiedeva come vedrebbe la presenza dell’esercito a Varese, ha affermato: «Se le forze dell’ordine non sono sufficienti è ovvio che l’utilizzo dell’esercito può essere uno strumento. Però non si può invocare dove questo non è necessario, e la situazione di Varese non può essere comparata a quella di una grande città come Milano». «Sono molto soddisfatto – aggiunge il vicesindaco Zanzi commentando l’esito del tavolo sulla sicurezza che sarà convocato frequentemente – Le forze che già operano sul territorio in sinergia saranno sempre più presenti anche per reprimere incuria e vandalismi».

«Abbiamo concordato sull’esigenza di contenere i fenomeni che interessano certe zone di Varese, adesso vedremo con quali mezzi e strumenti – puntualizza Zanzi – L’ordinanza anti-bivacco non è un’ipotesi sfumata, certo è che deve essere centrata giuridicamente, e i nostri giuristi sono già al lavoro, perché deve essere uno strumento efficace e non demagogico. Essere ubriachi, infatti, non è un reato penale, ma un problema sociale. Le retate non servono, l’esercito che invoca qualcuno lo lascerei ai suoi compiti istituzionali». Zanzi aggiunge che in piazza Repubblica la prima causa di mala frequentazione è il degrado: «da qui la priorità di far tornare nella zona la bellezza».