«Mi manca risolvere i problemi dei cittadini»

Attilio Fontana, sindaco di Varese dal 2006 al 2016, racconta i suoi anni a servizio della città

«Mi appassiona essere tornato a fare l’avvocato, ma mi mancano tante cose di quando ero sindaco. Per esempio, mi manca la preoccupazione quotidiana legata al dover risolvere tanti problemi». A raccontarsi è Attilio Fontana, per dieci anni sindaco di Varese. Il quale, domani sera, alle 20.45, sarà al Circolobizzozero di via Monte Generoso 7 per parlare del «dietro le quinte dell’esperienza amministrativa soprattutto nei suoi risvolti umani: emozioni, fatiche, soddisfazioni e delusioni di un uomo alla guida di una città

di 85 mila abitanti». L’incontro – che non vuole essere politico e che è organizzato dal Circolobizzozero – si preannuncia molto interessante. All’immagine di sindaco sempre compunto a cui siamo stati abituati forse si sovrapporrà quella dell’uomo, con le sue emozioni e anche qualche debolezza. Avvocato Fontana, vuole anticiparci qualcosa di quello che dirà a Bizzozero durante l’incontro di domani? «No, non mi sembra corretto», dice Fontana, con il rigore che lo ha sempre caratterizzato. Ma noi ci proviamo ugualmente.

Come stavo bene prima, così sto bene adesso, che faccio un altro lavoro con altrettanta passione e piacere. Nella vita ci sono spesso cambiamenti e una delle cose belle è proprio la possibilità di cambiare. Dio mi ha sempre dato la possibilità di fare cose che mi piacevano. Finito il mandato, tornato nel mio ufficio di avvocato, all’inizio ho avuto poco da fare. Poi sono rientrato nel giro e sono tornati anche gli impegni. Certo, mi capita di andare in giro per la città, di notare le cose che sono da mettere a posto, e di realizzare che non sono più io a doverle sistemare, e mi manca l’impegno quotidiano speso per risolvere i problemi.

La vita intensa che facevo. Il rapporto con i cittadini. Le possibilità di confrontarmi con i consiglieri e con gli assessori, persone con cui mi sono trovato bene. Mi manca tutto questo, ma senza angoscia, perché sono cose che ho fatto con piacere, così come con piacere adesso faccio altro.

Uno no, impossibile citarne uno solo. Ricordo i tanti cittadini che venivano da me a parlarmi delle loro difficoltà economiche e personali. Una cosa bella dell’essere sindaco è vedere i cittadini che ti considerano una persona che fa parte della loro vita. Una persona a cui confidare preoccupazioni e da cui si vuole ricevere un conforto morale.

Mi viene più facile ricordare le cose belle.

Sì, la delusione è stata trovare tanta gente che ha mentito, che ha raccontato cose non vere. Tanta gente che ha tradito per un piatto di lenticchie, queste sono cose che dispiacciono quando sono fatte da persone amiche.

La vista dall’ufficio eccome che mi manca, quel Giardino era il mio analista. Prima di esplodere e angosciarmi, guardavo i Giardini Estensi e riuscivo a riacquistare l’equilibrio.

Sì certo, così come guardavo gli alberi di Ottorino Rossi: si vede che quando questa giunta ha deciso di tagliare gli alberi di via Rossi il ragazzo che si è arrampicato sul cipresso era distratto.

È stato un periodo in cui si è cercato di sfruttare una certa onda per cercare di mettermi in difficoltà. Ma queste cose mi lasciano indifferenti perché evidenziano lo spessore delle persone.

No, io ho grande rispetto del lavoro degli altri, non sono tra quelli che vanno a gridare che le cose adesso non vanno bene. Faccio solo un appunto: forse l’attuale giunta dovrebbe riconoscere che certe cose le avevamo fatte noi. Mi riferisco a un po’ di piccole cose che noi avevamo avviato e che recentemente si sono concluse… Ma non ho nessun sassolino nelle scarpe da togliermi, perché non ne sono il tipo.

Hotel Calcutta di Sankar. Un libro che non c’entra niente con il viaggio che ho fatto lo scorso anno in India. Mi era stato regalato qualche tempo fa e adesso ho finalmente il tempo di leggerlo.

Certo, sono stato in Irlanda e in Sicilia. Presto andrò in Messico. Avevo detto che alla conclusione del mio mandato avrei viaggiato di più, e sono uno che mantiene le promesse.

E chissà se, fra le promesse fatte, c’è anche un ritorno nel campo della politica attiva a favore della nostra città.