«Ci sono partite che si giocano e si vincono insieme»

Domenica una delegazione “rosa” guidata dal Club DonnaBiancoRossa entrerà in campo al Franco Ossola per scalciare la violenza

Domenica, alle 14.30, una delegazione di donne guidate dal Club DonnaBiancoRossa invaderà lo stadio Franco Ossola durante la partita Varese-Chieri per «dare un calcio alla violenza», ovvero per dimostrare che le donne vittime di violenza non sono sole perché al loro fianco ci sono gli uomini.

«Entrare nello stadio, un luogo associato al genere maschile, dimostra che è essenziale un vero e proprio cambiamento culturale che parte dalla diffusione di modelli comportamentali positivi ispirati alla parità tra i sessi e al rispetto reciproco» ha detto Luisa Cortese, consigliera di parità. Il messaggio è stato subito recepito da Michele Marocco, addetto stampa Varese Calcio, che ha accolto l’idea – già sperimentata allo stadio di Torino, con Michelle Hunziker – e che commenta: «Le donne non devono più accettare alcuna forma di violenza perché la loro vita non è un gioco. Gli uomini devono capire che esistono partite che si giocano e si vincono insieme, solo così, ogni donna avrà una doppia difesa».

«Sono due i punti focali: creare sinergie e cambiare punti di vista – ha detto Rossella Dimaggio, assessora ai servizi educativi del comune di Varese – Bisogna lavorare sugli stili di vita. È vero che ci sono pregiudizi nei confronti delle donne, ma è anche vero che le donne sono sempre più pronte e forti rispetto all’autodeterminazione delle scelte, cosa che il mondo maschile non è sempre pronto ad affrontare. Bisogna insistere con l’educazione affettiva e relazionale».

L’iniziativa ha riscosso molte adesioni. Al Club DonnaBiancoRossa presieduto da Yvonne Rosa si sono aggiunti l’istituto Enaip, il Centro Antiviolenza Donna Sicura, il Centro Icore e le associazioni: Violenza Donna, Gea, Angeli Urbani, Claudio Meggiorin, Rete Rosa e Il basket siamo noi. Piera Cesca degli Angeli Urbani ha spiegato l’emergenza legata alle donne immigrate presenti a Varese, che rimangono incinte anche molto giovani (all’età di 14 anni). Alla conferenza stampa era presente anche Debora Vigliarolo, studentessa dell’Insubria che ha scritto una tesi critica su Oriana Fallaci.

Tra i sostenitori dell’iniziativa: Cooperativa di Bosto, associazione Culturale Maya, L’infermiere di famiglia, Comitato Donne AiFos Sofia. UNI3Varese ha concesso il patrocinio.