C’è più fiducia nel vaccino N1H1. Somministrate già 60mila dosi

A Varese un’ottima risposta nelle prime tre settimane di campagna: chieste anche 1550 fiale in più

La campagna vaccinale contro l’influenza è partita esattamente un mese fa, lo scorso tre novembre e i primi dati sembrano incoraggianti: quasi 60 mila i vaccini somministrati nelle prime tre settimane in provincia di Varese. Nella stragrande maggioranza si tratta di persone considerate «a rischio complicazioni», cui il vaccino è offerto gratuitamente.

La campagna sembra aver fatto breccia soprattutto sugli over 65 enni : sono già oltre 52mila i nonni vaccinati contro il nuovo virus antinfluenzale, atteso per la fine del mese o al più tardi per l’inizio del nuovo anno, con il picco previsto per fine febbraio.

Per questo la Ast ha già incrementato di altre 1550 le 100mila dosi inizialmente assegnate al territorio varesino e già distribuite tra le 52 diverse sedi vaccinali e i medici di famiglia coinvolti direttamente, anche quest’anno, nella campagna vaccinale. Un coinvolgimento fondamentale dato che in media tre cittadini su quattro preferiscono rivolgersi al proprio medico di fiducia per la somministrazione del vaccino (oltre 43mila utenti nei primi 20 giorni). Altre 15 mila persone hanno invece preferito usufruire del servizio offerto dai distretti territoriali ex Asl, mentre rimane valida la disponibilità alla vaccinazione gratuita anche da parte degli infermieri di famiglia.

La campagna vaccinale contro l’influenza guidata dall’Ast dell’Insubria continua ancora per tutto il mese di dicembre ed è rivolta a coinvolgere soprattutto le oltre 200 mila persone della provincia di Varese che hanno diritto alla somministrazione gratuita.

Si tratta, come accennato, delle persone più esposte ai rischi di complicazione e quindi tutti gli over 65enni, le persone affette da malattie croniche di tipo cardiaco, metabolico o polmonare, gli operatori che stanno in contatto con anziani e ammalati, le forze dell’ordine e le donne in gravisanza oltre il terzo mese, mentre per quanto riguarda i bambini bisogna fare affidamento sulle indicazioni del pediatra su ciascun caso.

L’obiettivo nazionale è arrivare a una copertura del 75% degli aventi diritto, ma realisticamente sarebbe considerato un successo anche superare il 50% dato che l’anno scorso si è sottoposto a vaccino solo il 40% degli aventi diritto, e da anni si registra la tendenza costante alla diminuzione delle dosi somministrate.

Il vaccino comprende il tradizionale ceppo virale panegirico H1N1 e altri due ceppi nuovi rispetto allo scorso anno.

L’anno scorso la stagione influenzale è durata tre mesi, con il picco endemico del contagio registrato durante l’ottava settimana. Secondo i dati resi noti dall’Ast i casi gravi sono stati 89, mentre i decessi riconducibili alle complicazioni della sindrome influenzale 32.