«Si è perso il ricordo del dolore e dei mali provocati in migliaia di bambini da alcune malattie sviluppate in forma acuta». Questo, secondo la pediatra referente del Day hospital oncologico dell’ospedale Del Ponte, , la ragione del diffondersi di una radicata mentalità tra i nuovi genitori contro i vaccini.
«Introdurre ora l’obbligo di vaccinare può sembrare una limitazione della libertà, ma in realtà così si regala salute ai bambini».
Tutti noi pediatri siamo concordi sulla necessità di vaccinare i bambini. Solo delle campagne vaccinali a tappeto consentono di prevenire e, nel migliore dei casi di eradicare, patologie che comportano molta sofferenza ai bambini, in alcuni casi lasciano conseguenze permanenti o addirittura portano alla morte.
Secondo me si è perso il ricordo storico del dolore e dei mali provocati da alcune patologie sviluppate in forma acuta. Le nuove generazioni non possono saperlo, non percepiscono nella quotidianità queste sofferenze e diventa per loro più reale un dubbio o una teoria letta in un libro che non il dolore, ad esempio, di una persona anziana poliomelitica o la convinzione dei medici di tutto il mondo che hanno studiato non uno ma centinaia di libri, migliaia di articoli e ricerche di medicina e sono convinti della necessità di vaccinare.
La massima efficacia si ha quando l’adesione al vaccino è totale, mondiale, com’è avvenuto ad esempio con il vaiolo, che è stato completamente eradicato. Si è andati vicino con la Poliomelite, che però rimane in alcune parti del mondo. In questa società globalizzata avere comunque una popolazione ben vaccinata è fondamentale perché anche se arriva il virus, questo non si diffonde perché non riesce a riprodursi nei vaccinati che quindi non diventano nuove fonti di contagio.
Sì, certo. Ma le controindicazioni sono comunque inferiori al danno potenziale della malattia contro i quali sono creati. Questo vale in linea generale. C’è poi da non sottovalutare però il problema delle categorie a rischio.
Bambini oncologici, o con patologie sistemiche oppure molto sensibili alle allergie. Molti genitori dei bambini che seguiamo qui in ospedale ci chiedono aiuto e una risposta al vaglio dell’Asst Sette Laghi è quella di creare un ambulatorio vaccinale ad hoc per i bambini a rischio, in modo che possano godere della copertura del vaccino in tutta sicurezza.
I danni di cui è capace il meningococco sono noti a tutti mentre la varicella può provocare cerebelliti o broncopolmoniti transitori ma con effetti sistemici, quindi ben venga il vaccino. Come organizzare poi nella pratica questa nuova campagna vaccinale, in quali tempi, con quali fondi e con quale personale è un problema secondario di cui dovrà occuparsi la sanità pubblica. L’obbligo sembra negare libertà ma regala salute ai bambini e questo è secondo me prioritario.













