Un progetto concreto per Varese. Che renderà finalmente più bella la città

Il commento di Marco Tavazzi

Un importante passo in avanti per la città. La giunta Galimberti, con il progetto preliminare per la riqualificazione delle stazioni, ha conseguito, allo stato attuale, un vero e proprio successo.

Nella società di oggi, o meglio nel sistema della moderna comunicazione, fondata e basata perlopiù sulla polemica, sul parlare alla pancia della gente, è sempre più facile criticare e attaccare chi si trova al governo. Alla fine è facile trovare sempre qualcosa che non va, tutto è perfettibile. E cavalcare le polemiche portano generalmente maggiore consenso.

Molto più difficile riconoscere, e anche impopolare per chi lavora nel giornalismo, riconoscere la bontà di un progetto. Nell’epoca dei social network, poi, significa anche sottoporsi alla lapidazione online dei cosiddetti leoni da tastiera, quelli che cercano la negatività in ogni notizia, e sentono l’irrefrenabile bisogno di comunicarlo al mondo scrivendo i più inconcepibili insulti. Molto spesso, anzi quasi sempre, in un italiano non propriamente corretto.

Ce ne faremo una ragione. Il progetto presentato ieri dall’amministrazione è qualcosa di innovativo, che può veramente cambiare il volto della città.

Andando a riqualificare quel comparto che, oltre a piazza della Repubblica e ad alcune vie limitrofe, rappresenta un’area di degrado imperante.

Interessantissima soprattutto la centralità che viene data al pedone.

Con questo progetto la nuova giunta, che governa Varese da meno di un anno, ha sicuramente dimostrato di essere in grado di avere una visione della città del futuro. E di saperla realizzare con fatti concreti.

Quando siamo stati in disaccordo con l’amministrazione, non lo abbiamo nascosto.

E non abbiamo certo lesinato critiche su altri provvedimenti.

Ma, riprendendo il discorso iniziale, dedicarsi sempre e comunque alla polemica, anche se sterile, solo per accaparrarsi il facile consenso di alcuni, non ci appartiene. Sbattere il mostro in prima pagina sarà la linea di molti, non la nostra. Quando si tratta di combattere battaglie, non ci siamo mai tirati indietro. Allo stesso tempo, quando bisogna riconoscere la bravura di chi amministra, lo facciamo senza troppi giri di parole. E questo è decisamente il caso.