Roma, 18 ago. (Apcom) – Gli immigrati sono sempre di più ma la
loro presenza non riduce le opportunità di lavoro per gli
italiani, favorendo invece maggiori spazi per quelli più istruiti
e le donne. Lo sostiene uno studio realizzato da economisti della
Banca d’Italia nel Rapporto sulle economie regionali (pubblicato
sul sito di Via Nazionale). “La crescente presenza straniera –
affermano i ricercatori di Palazzo Koch – non si è riflessa in
minori opportunità occupazionali per gli italiani, che al
contrario, sembrano accresciute per gli italiani più istruiti e
per le donne”.
Ma la Lega non ci sta. “Nella realtà io ho visto accadere
esattamente il contrario di quanto certi studi emeriti ci
illustrano. Soprattutto in Lombardia, la manovalanza straniera
occupa dei posti che potrebbero essere benissimo occupati da
italiani. A volte gli italiani sono discriminati a favore di
extracomunitari, ad esempio nelle assunzioni negli enti
pubblici”, afferma il senatore della Lega Lorenzo Bodegain
un`intervista all’agenzia radiofonica ‘Econews’ a proposito dello
studio.
Lo studio sostiene che “l’afflusso di immigrati dall’estero nell’ultimo decennio ha sostenuto la crescita dell’occupazione in
Italia, contribuendo a contrastare il progressivo invecchiamento
della popolazione. Gli stranieri hanno un tasso di occupazione
superiore a quello degli italiani e redditi da lavoro
significativamente inferiori”. E a questo fenomeno contribuiscono
“un più basso livello di scolarità degli immigrati, una maggiore
concentrazione in imprese meno produttive, il prevalente utilizzo
in mansioni a ridotto contenuto professionale”. Gli stranieri
residenti nel Mezzogiorno, inoltre, hanno un’istruzione, tassi di
occupazione e redditi da lavoro inferiori rispetto a quelli del
Centro-nord.
“La crescente presenza straniera – evidenziano gli studiosi di
Via Nazionale – non si è però riflessa in minori opportunità
occupazionali per gli italiani, che al contrario, sembrano
accresciute per gli italiani più istruiti e per le donne. In
particolare, l’offerta di lavoro femminile italiana si è giovata
dei maggiori servizi per l’infanzia e per l’assistenza agli
anziani”. Per le donne, infatti, “la crescente presenza straniera
attenuerebbe i vincoli legati alla presenza di figli e
all’assistenza dei familiari più anziani, permettendo di
aumentare l’offerta di lavoro”. L’afflusso di lavoratori
stranieri impiegati con mansioni tecniche e operaie “può inoltre
aver sostenuto la domanda di lavoro per funzioni gestionali e
amministrative, che richiedono qualifiche più elevate,
maggiormente rappresentate tra gli italiani”.
Le nuove generazioni di stranieri, avvertono però gli economisti
di Bankitalia, “che rappresenteranno una componente rilevante
della futura forza lavoro nel Paese, registrano significativi
tassi di abbandono scolastico e un livello di competenze
inferiore a quello, già modesto nel contesto internazionale,
degli italiani”. In particolare, “le difficoltà scolastiche degli
stranieri sono più accentuate nel Mezzogiorno”. Tuttavia, “il
processo di integrazione economico e sociale degli immigrati
migliora con il perdurare della loro permanenza in Italia”.
Cep
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