– Aiutava il padre di famiglia indigente non facendogli pagare alcuni acquisti: a processo il cassiere dal cuore d’oro. È accusato di furto in concorso con il cliente che usufruiva degli “sconti” non autorizzati.
Ieri mattina sono stati acquisiti gli atti, quindi il rinvio al prossimo 28 settembre. L’accusa potrebbe in quella sede chiedere l’assoluzione per la tenuità del fatto. Intanto il cassiere, 21 anni, è diventato un ex dipendente del supermercato varesino dove sono avvenuti i fatti contestati. Il giovane, secondo il difensore Andrea Fontana, non era in combutta con il giovane padre di nazionalità marocchina di poco più grande di lui. I due non si erano mai visti prima.
Il ventunenne a quanto pare aveva notato quel cliente intuendone lo stato di difficoltà economica. Avendo saputo che aveva dei figli piccoli aveva cercato di dargli una mano in qualche modo. Come? Quando quel cliente un po’ speciale arrivava in cassa e metteva sul nastro scorrevole la spesa tutti i prodotti venivano passati sul lettore magnetico e conteggiati. Parliamo di pane, acqua o pasta, non di merce particolarmente cara. La spesa di una persona che compra quello che può permettersi, cioè poco, cercando di mettere qualcosa in tavola per la famiglia. E tutti i prodotti venivano passati alla cassa.
Tutti tranne quelli per i bambini. E così le confezioni di pannolini per neonati e di omogeneizzati si avvicinavano al lettore ma mai abbastanza perché il codice a barre venisse visualizzato e il prodotto conteggiato. Ed erano quelli anche i prodotti più cari oltre che quelli “più sensibili”. Il cassiere, secondo l’accusa, fingeva soltanto di conteggiare quella merce ma di fatto la metteva insieme al resto della spesa senza che comparisse sullo scontrino. E di conseguenza senza che il supermercato incassasse nulla. Un furto, secondo l’ipotesi degli inquirenti, non dettato dal buon cuore ma da mero interesse.
Quella singolare carità veniva estesa esclusivamente a ciò che era destinato ai figli del padre indigente. Così tutto finiva nella busta della spesa: la merce pagata e quella gratuita. Si parla di piccoli importi con “sconti” saltuari: non è che il cliente ogni giorno si presentasse alla cassa del supermercato. Poche decine di euro alla volta.
Per la difesa non soltanto i due non erano in combutta (il cliente è coimputato del cassiere con le medesime accuse) ma addirittura non si sarebbe nemmeno accorto degli “sconti” che via via gli venivano applicati dal cassiere. Il controllo degli incassi da parte del reparto contabilità del supermercato ha però messo in evidenza quei piccoli ammanchi. Registrati sempre quando di turno in cassa c’era il ventunenne. Il trucco caritatevole è stato così scoperto. Il giovane è stato denunciato e licenziato ed è tuttora disoccupato.
Il 28 settembre il processo potrebbe essere discusso e si potrebbe arrivare a una sentenza. La speranza per l’imputato è che l’accusa stessa, vista la tenuità del fatto possa chiedere l’assoluzione per entrambi. Intanto il ventunenne è in cerca di lavoro.













