Immigrati/ Avvenire: In mare si soccorre, le vite si salvano

Immigrati/ Avvenire: In mare si soccorre, le vite si salvano


Roma, 21 ago. (Apcom)
– “Nessuna politica di controllo della immigrazione consente a una comunità internazionale di lasciare una barca carica di naufraghi al suo destino. Esiste una legge del mare, e ben più antica di quella pure codificata dai trattati. E questa legge ordina: in mare si soccorre”. È il duro commento del quotidiano dei vescovi ‘Avvenire’, in un editoriale pubblicato in prima pagina a firma di Marina Corradi, intitolato ‘Chi non vuole vedere e chi muore’.

“In mare si soccorre. Poi, a terra – prosegue il giornale della Cei – opereranno altre leggi: diritto d’asilo, accoglienza, respingimento. Poi. Ma le vite, si salvano. E invece quel barcone vuoto – non il primo arrivato come un relitto di morte alla soglia delle nostre acque – dice del farsi avanti, tra le coste africane e Malta, di un’altra legge. Non fermarsi, tirar diritto”. Prosegue duro il quotidiano cattolico. E’ “la nuova lege del non vedere. Come in un’abitudine, in un’assuefazione”. “L’Occidente a occhi chiusi”, chiosa ‘Avvenire’, paragonando il fenomeno dell’immigrazione alla “deportazioni degli ebrei sotto il nazismo”. “Allora erano il totalitarismo e il terrore, a far chiudere gli occhi. Oggi no. Una quieta, rassegnata indifferenza, se non anche un infastidita avversione, sul Mediterraneo”.

Ssa

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