Ricky Sogliano al Livorno"Spinelli mi ha fregato"

di Francesco Caielli«Direttore, complimenti». La frase viene fuori quasi da sé, senza bisogno di pensarci su: troppo l’affetto e la gratitudine che ci legano a Riccardo Sogliano per poter restare indifferenti davanti a una notizia tanto bella. La notizia del suo ritorno nel calcio che conta (ma se ne era mai andato, viene da chiedersi?), con la sua nomina di consigliere – direttore generale del Livorno alla corte dell’amico Spinelli. «Complimenti a me? Ma smettetela, e pensate a stare vicini al Varese: che se inizia a perdere più partite del dovuto, giuro che caccio di casa mio figlio».Ribadiamo i complimenti, e la gioia nel vederlo di nuovo in serie A: ma cosa farà di preciso a Livorno?Spinelli mi ha fregato.Prego?Sì, mi ha fregato: mi aveva chiesto di dargli una mano, di stargli vicino per avere qualche consiglio, di affiancarlo. Lui è un amico, e io ho detto di sì: però ora scopro che la cosa è più grossa di quel che credevo, che dovrò essere a Livorno praticamente tutti i giorni, qualcuno parla addirittura di un ruolo da direttore.Non è così?Ma va. A Livorno tutti i giorni non ci vado, perché tra andare e tornare sono settecentocinquanta chilometri: è vero che io adoro guidare e che la mia macchina è il mio ufficio, però non esageriamo.E per quanto riguarda il ruolo da direttore?Niente di tutto ciò: avessi voluto fare il direttore generale, avrei accettato una delle tante offerte che mi sono arrivate fino allo scorso anno. Piazze importanti, più di Livorno, con tutto il rispetto per i toscani.Ma allora cosa farà al Livorno?Litigherò un sacco e mi incazzerò un giorno sì e l’altro pure.Perché?Perché tra me e Spinelli funziona così: finché parliamo d’altro andiamo d’amore e d’accordo, ma quando il discorso si sposta sul calcio, ci scanniamo.Insomma, quelli a venire saranno mesi

burrascosi?Non più di tanto: Spinelli sa che se esagera io lo mando al diavolo e me ne vado. L’ho già fatto tre volte a Genova, lo farei anche a Livorno.Precisamente, di cosa si occuperà?Per i primi tempi sarò praticamente sempre giù in Toscana: voglio rendermi conto di come stanno le cose, perché un conto è vedere le cose da spettatore, altra cosa è guardarle da dentro. Ma ho già capito che mi sono preso una bella gatta da pelare.Perché?Perché non sarà facile salvarsi. Del resto, Spinelli è fatto così: lui mi chiama solo quando è nella palta.Quindi, non la vedremo più a Varese?Per qualche mese sarò sicuramente più a Livorno che a Varese, poi spero di avere un po’ di tempo libero da permettermi di andare giù solo per le partite. Maledizione: sapete cosa mi fa arrabbiare?Cosa?Che avrò tutte le domeniche impegnate e mi perderò le partite della Cimberio. Domenica ero al palazzetto, e mi sono divertito come non mi capitava da anni: questa squadra mi piace e il nostro allenatore ha insegnato basket al suo collega milanese. E al Varese penserà ancora?Ci penso più spesso di quanto crediate. E devo dire che è stata messa su una bella squadra, che finora ha fatto molto bene. Io misuro la forza del Varese dal grado di incazzatura di mio figlio: lo scorso anno dopo le partite era sempre nero, in questa stagione l’ho visto arrabbiato solo dopo la sconfitta di Crema.In città sembra di vivere un sogno meraviglioso: secondo lei continuerà?Mi auguro di sì, anche se non sarà facile perché la categoria non ammette cali di tensione. E poi l’infortunio di Corti è una brutta tegola: quel ragazzo in mezzo al campo era davvero importante, e temo che i tempi di recupero siano più lunghi dei tre mesi di cui sento parlare. Ci mancherà.

a.confalonieri

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