Varese, il Pdl sfrattatodalla sede in centro

Varese, il Pdl sfrattatodalla sede in centro

VARESE Tra i senzatetto c’è un amico in più. Si tratta del Popolo della libertà di Varese che da qualche giorno a questa parte si trova senza fissa dimora. I berlusconiani sono infatti stati sfrattati dalla loro sede storica di piazza Carducci, quella che era stata già di Forza Italia e che dalla nascita del Pdl ospitava il nuovo partito.
Meno male che l’area di An del Pdl non ha mai venduto la propria sede di via Piave, che in questi giorni, per le riunioni di partito, è stata rispolverata per la necessità di avere un tetto sopra la testa.

La nascita del nuovo partito, che del resto è stata repentina e forse non ha agevolato l’organizzazione della logistica, ha evidentemente creato qualche problema di gestione, rispetto a prima. Problemi economici, visto che sembra che negli ultimi mesi il partito non sia più riuscito a pagare l’affitto che doveva al proprietario dello stabile. Ed anche le bollette. Come prima ripercussione, infatti, i berlusconiani si sono trovati circa un mese fa senza luce. E poi, da dieci giorni circa, c’è stato lo sfratto esecutivo. Chi passa dalla piazza centrale, noterà che sono sparite le bandiere con la scritta di Berlusconi che per anni hanno dominato il centro storico della città. Una vicenda che nel suo piccolo ha un peso anche simbolico perché ora il cuore varesino resta unicamente appannaggio della Lega Nord con la sezione cittadina chiusa nella sua roccaforte in piazza Podestà. Un bello smacco, non c’è che dire.
Ma come è stata possibile questa disattenzione? Nessuno rilascia dichiarazioni ufficiali su una faccenda imbarazzante, ma le indiscrezioni sono tante. E soprattutto dicono che la colpa sta nella gestione delle risorse economiche: in particolare nella riscossione delle quote che i rappresentanti nelle istituzioni devono versare al partito, in primis gli assessori. Sembra che non tutti abbiano ultimamente versato il 10% della loro indennità, causando il buco economico che ha portato allo sfratto. Non solo gli assessori, ma anche chi siede nelle municipalizzate e gli stessi consiglieri. Insomma ogni rappresentante, nel suo piccolo, verrà chiamato a fare un esame di coscienza e a mettere mano al portafogli.

Ovviamente, sulla vicenda nessuna ammissione ufficiale. Tranne che effettivamente il Pdl non abiterà più in piazza Carducci. «Siamo alla ricerca di una nuova sede, ma per motivi legati alla nascita del nuovo partito – dice il segretario cittadino del Pdl Aldo Colombo – nella vecchia sede, che risale a Forza Italia, si trovavano sia la segreteria cittadina che quella provinciale. Adesso, con il partito unico, noi del livello cittadino ci troveremo una sede sola».Ma sul presunto

sfratto non interviene e non vuole rilasciare commenti. Non bastavano le polemiche legate al mondo della scuole e lo scontro con l’assessore ai servizi educativi Patrizia Tomassini. Adesso gli azzurri dovranno anche regolare i conti al loro interno su chi, dei loro esponenti, ha evitato di versare al partito la propria quota. Di nome ne stanno girando. Ma nell’arrabbiatura generale, è difficile distinguere le notizie esatte da quelle tirate fuori solo per colpite un avversario.Marco Tavazzi

e.marletta

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